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Scontro a distanza Tria-Di Maio sul decreto famiglia

Il ministro dell'Economia: '3% deficit? Decisione non è autonoma dai mercati'

Scontro a distanza Tria-Di Maio sul decreto famiglia. ‘Per ora non ci sono le coperture‘, dice il ministro spiegando il rinvio. Secca la replica del capo M5s. ‘Il decreto è una priorità politica, i soldi ci sono. Quando si decide dove destinare i soldi è la politica che lo decide non i tecnici’. Sui conti resta l’allarme dell’Ocse. La crescita dell’Italia sarà zero nel 2019 e resterà ‘modesta’, allo 0,6%, nel 2020. Rapporto tra deficit e pil al 2,9% nel 2020, debito al 135% del pil.  

“Non sappiamo cosa sia questo miliardo. Se si spenderà meno di quanto preventivato (per il reddito di cittadinanza, ndr) si saprà a fine anno e non adesso. E’ inoltre chiaro che queste spese non possono essere portate all’anno successivo”.  Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria ad Agorà, parlando delle coperture del decreto famiglia che – ha spiegato – “per ora non sono state individuate”. Il provvedimento – ha spiegato – è stato rinviato

“Il deficit non è una decisione autonoma dai mercati, perché significa prendere denaro a prestito” e “il problema è che il deficit significa che qualcuno sia disponibile a prestarci del denaro a quel tasso di interesse. Inutile pensare di fare un deficit per 2-3 miliardi in più quando poi per fare questo dobbiamo fare interessi aggiuntivi per 2-3 miliardi”. “Lo ha spiegato a Salvini?”, gli è stato chiesto. “Salvini lo sa bene e non devo spiegare nulla a nessuno. C’è una campagna elettorale in atto”.

Nell’ambito di una riforma fiscale gli 80 euro vengono riassorbiti. Tecnicamente – ha detto Tria – è stata una decisione sbagliata, risultano come spese e non come un prelievo. Inoltre tecnicamente è stato un provvedimento fatto male”. Gli 80 euro ha ricordato sono stati adottati dall’ex premier Renzi spendendo 10 miliardi poco prima delle precedenti elezioni europee.

ANSA | 22-05-2019 08:29

d375a520bb30a6f0daef8d37286cfc90.jpg Fonte foto: EPA
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