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Taxi, nuove regole su Ncc e abusivi non fermano lo sciopero

Quasi tutte le auto bianche ferme dalle 8 alle 22

Roma, 23 mar. (askanews) – Nonostante l’incontro con il governo e la presentazione della bozza di un decreto da parte dell’esecutivo per frenare gli abusi degli Ncc le associazioni di categoria dei tassisti hanno confermato lo sciopero di oggi fino alle 22.

Tra le proposte del governo si prevede l’obbligo di rientrare in rimessa per gli Ncc senza una prenotazione, l’uso collettivo dei taxi e un registro delle app.

Il decreto del ministero dei Trasporti e del Mise dà “disposizioni attuative al fine di evitare pratiche di esercizio abusivo nell’attività di noleggio con conducente e del servizio taxi”. In particiolare gli Ncc senza prenotazione non potranno girare per le strade ma dovranno rientrare nell’autorimessa.

All’articolo 3 si legge: “nei Comuni in cui è istituito il servizio taxi non è consentita, in assenza di una prenotazione di trasporto come disciplinata dal presente articolo, la sosta su strada dei veicoli adibiti a servizio da noleggio con conducente.

Tali veicoli devono stazionare, in attesa di servizio, soltanto all’interno dell’autorimessa”.

Inoltre contro gli abusi nelle attività di noleggio con conducente e del servizio taxi “al fine di evitare fenomeni distorsivi della concorrenza, le regioni garantiscono la pianificazione dei servizi pubblici non di linea, tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale, ai fini del rilascio, da parte dei comuni, delle licenze per l’esercizio del servizio taxi e delle autorizzazioni del servizio Ncc”.

Inoltre “i Comuni o nel caso le città metropolitane possono prevedere che i titolari di licenza per il servizio taxi svolgano servizi integrativi quali il taxi a uso collettivo o mediante altre forme di organizzazione del servizio”.

Intanto, il Codacons presenta un esposto al comando generale della Guardia di Finanza, chiedendo di eseguire controlli a tappeto sui taxi in tutte le regioni italiane.

“Diverse inchieste giornalistiche stanno portando in questi giorni alla luce il grave fenomeno dell’evasione fiscale nel comparto taxi – spiega l’associazione – Sembrerebbe infatti pratica assai diffusa dichiarare incassi inferiori rispetto alle entrate reali, grazie al mancato rilascio delle ricevute fiscali e a limiti nell’utilizzo del bancomat per i pagamenti delle corse a parte dei clienti. Alcuni sindacati dei tassisti, inoltre, suggerirebbero ai propri iscritti le cifre “credibili” da dichiarare al fisco a fine anno, in modo da rientrare negli studi di settore”.

ASKANEWS | 23-03-2017 13:17

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