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Smantellata cellula neonazista a La Spezia: ronde contro immigrati

Indagini dopo svastiche in vernice nera sulla sede del Pd

Roma, 29 apr. (askanews) – I carabinieri del comando provinciale della Spezia hanno sgominato una cellula neonazista dando esecuzione a una ordinanza di applicazione di misura cautelare dell’obbligo di dimora, emessa dal Gip Mario De Bellis nei confronti di persone, tutte di nazionalità italiana, ritenute responsabili dei reati di associazione finalizzata all’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali ed a vario titolo anche per reati di danneggiamento e danneggiamento seguito da incendio aggravati.

L’indagine “Aurora” è stata sviluppata a partire dal maggio 2016 dopo alcune denunce presentate per l’imbrattamento con l’apposizione di simboli nazisti in vernice spray nera all’esterno della sede del “Partito Democratico” e di un altro esercizio commerciale.

I sospetti sono caduti subito su noti militanti dell’ultradestra locale, sottoposti a perquisizione e trovati in possesso di armi bianche e materiale documentale e informatico di chiara ispirazione nazista. Dalle indagini è emersa l’esistenza di un gruppo clandestino, denominato “Autonomi ns La Spezia”, composto da militanti della frangia più oltranzista dell’estrema destra riconducibili all’area Naziskin, ma da esso indipendente, ispirato all’ideologia nazionalsocialista, e dedito ad attività di propaganda attraverso l’apposizione sulle pubbliche vie della provincia di simboli nazisti e l’imbrattamento attraverso di essi di targhe e iscrizioni commemorative della Resistenza e della lotta antifascista.

Alcuni appartenenti alla associazione hanno organizzato anche ronde illegali, “punitive”, nei confronti di cittadini extracomunitari, verosimilmente vittime di percosse e lesioni personali non denunciate, e sono ritenuti responsabili di aver appiccato il fuoco in più circostanze a raccoglitori di indumenti usati, di proprietà della Caritas Diocesana della Spezia e, nella notte del 26 novembre 2015, di aver incendiato una macchina operatrice all’interno di una cava ubicata nel Comune di Riccò del Golfo.

Recentemente il gruppo si era dotato di una base logistica (una roulotte parcheggiata in zona boschiva del Comune di Follo -SP-, lungo l’alveo del fiume Magra), dove lo scorso gennaio i carabinieri di Ceparana (SP) avevano trovato le istruzioni per fabbricare ordigni rudimentali esplosivi, realizzabili con componenti di uso comune in libera vendita. Nelle corso delle perquisizioni di oggi è stato trovato del munizionamento detenuto illegalmente, una balestra, una pistola scacciacani priva del tappo rosso, nonché materiale documentale propagandistico di ispirazione neonazista e memorie informatiche ora al vaglio degli investigatori.

ASKANEWS | 29-04-2017 12:20

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