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Sfida Macron-Le Pen per l'Eliseo. Il centrista: "Unirò i francesi"

Boom dei nazionalisti. Socialisti e gollisti: votiamo contro Marine

Roma, 24 apr. (askanews) – Emmanuel Macron e Marine Le Pen si sfideranno, il prossimo 7 maggio, per l’Eliseo. I francesi hanno scelto ieri i due candidati per il ballottaggio – l’esponente di En Marche! e la leader del Front National -, escludendo dalla partita i socialisti e gli eredi del neogollismo. Per la prima volta nella storia della Francia, il candidato del partito che ha appena governato il Paese non partecipa al ballottaggio. “Unirò i francesi nella speranza e sarò il presidente di tutti i patrioti contro la minaccia dei nazionalismi”, ha esultato il 39enne centrista in un discorso, a spoglio in corso, in cui ha pronunciato ben cinque volte la parola “Europa”. “Sono io l’unica grande alternativa”, lo ha sfidato Marine Le Pen, dal suo quartier generale di Henin-Beaumon, davanti a sostenitori entusiasti per lo storico risultato del Partito. Il Front National ha infatti sfondato il muro dei 7 milioni di voti.

Macron, seocndo i risultati definitivi, ha ottenuto il 23,75% dei voti, precedendo Marine Le Pen di poco più di due punti percentuali. L’esponente dell’estrema destra ha ricevuto il 21,53% delle preferenze, davanti a Francois Fillon (19,91%) e Jean-Luc Mélenchon (19,64%). Benoit Hamon ha raccolto solo il 6,35% dei voti. “In un anno abbiamo cambiato il volto della politica francese”, ha detto Macron che, usando già parole da capo di Stato, si è impegnato a “rappresentare tutti i francesi”.

“Spero tra due settimane di diventare il vostro presidente, di tutti i francesi, di fronte alla minacccia dei nazionalismi, un presidente che costruisce (…) un presidente che aiuta coloro che sono più deboli e piu fragili attraverso la salute, il lavoro, la solidarietà”.

Macron, con la bandiera europea alle spalle, ha spiegato che “la sfida non è andare a votare contro qualcuno, ma rompere con un sistema che si è dimostrato incapace di risolvere i problemi del Paese da 30 anni”. “La sfida è che dobbiamo aprire una nuova pagina della nostra vita politica, per la Francia e per l’Europa.

Voglio fin d’ora costruire una maggioranza di governo e di trasformazione, con nuovi volti e nuovi talenti. Non chiederò a coloro che si uniscono a me da dove vengono ma se sono d’accordo a rinnovare la nostra vita politica e a rilanciare la costruzione europea”, ha commentato.

Per realizzare il suo progetto dovrà superare le resistenze di Marine Le Pen e del suo Front National, e fare i conti con un possibile alto tasso di astensione al secondo turno. L’affluenza alle urne è stata ieri del 78,69%, una percentuale difficilmente ripetibile il 7 maggio. E a trarre vantaggio da un calo dell’affluenza, secondo gli analisti, sarebbe proprio la candidata dell’estrema destra. “E’ giunto il tempo di liberare il popolo francese”, ha commentato Le Pen quando il risultato era ormai chiaro a tutti. “Solo io sono la candidata del popolo, per questo lancio un appello a tutti i patrioti a votarmi. Ne va dell’interesse superiore del Paese, la sopravvivenza della Francia è in gioco”, ha detto dal suo feudo di Henin-Beaumont.

I due grandi esclusi, Fillon e Hamon, da parte loro, hanno subito chiesto ai loro sostenitori di votare contro Marine e sostenere il candidato di En Marche! “Non abbiamo scelta, dobbiamo votare contro l’estrema destra di Marine Le Pen, quindi a titolo personale voterò per Macron”, ha detto un deluso Fillon. “Questa sconfitta è la mia e ne porto la responsabilità”, ha detto l’esponente della destra repubblicana, rifiutando l’idea dell’astensionismo. “Non abbiamo altra scelta che votare contro l’estrema destra di Marine Le Pen”. Un appello che, pochi minuti prima, aveva fatto anche il socialista Hamon. Non Melenchon, però, che ha preferito non prendere posizione. “Non ho ricevuto alcun mandato per dare un’indicazione per il seguito” del voto, ha detto il leader della sinistra radicale Mélenchon, spiegando che sarà “la piattaforma a decidere con un voto”.

Già durante lo spoglio, tafferugli tra manifestanti e polizia sono scoppiati vicino alla Bastiglia, dove diverse centinaia di giovani antifascisti si sono radunati per protestare contro i risultati del primo turno delle presidenziali e la presenza al ballottaggio di Marine le Pen ed Emmanuel Macron. Le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti che avevano preso posizione sui gradini dell’Opéra Bastille, gettando pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine, che a loro volta hanno fatto ricorso a proiettili di gomma e gas lacrimongeni.

Almeno tre persone sono state fermate, mentre alcuni manifestanti, in fuga dalle cariche della polizia, ha raggiunto anche Place de la Nation.

L’esito del primo turno delle presidenziali francesi è stato accolto con soddisfazione dal governo tedesco di Angela Merkel, che ha augurato a Emmanuel Macron “tutto il meglio per le prossime due settimane”, secondo le parole del portavoce della cancelleria, Steffen Seibert. “E’ un bene che Emmanuel Macron abbia avuto successo nella sua corsa per un’Europa forte e per un’economia sociale di mercato”, ha aggiunto Seibert.

Un analogo messaggio di compiacimento per la vittoria dell’europeista Macron è stato espresso dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che ha augurato “buona fortuna” al candidato di En Marche! Per il ballottaggio del 7 maggio.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha ricordato che “anche la Francia non avrà una guida anti-europea”, anche se “il fenomeno Le Pen non va sottovalutato”. Dalla consultazione francese è emerso, a suo dire, un “malcontento profondo”, ma “Macron è un candidato che rappresenta la novità e il rinnovamento al di fuori dei partiti e che vuole cambiare l’Europa ma non distruggerla”.

“Non voglio toccare ferro, non vedo ancora i dati, ma spero penso e credo che Macron vada al ballottaggio, se io fossi francese al ballottaggio lo voterei ben volentieri, non credo quindi che il ballotaggio sia Le Pen Mélenchon, ma Macron contro qualcun altro”, ha commentato invece Matteo Renzi, candidato alle primarie del Pd, durante il “Matteo risponde” in diretta Facebook, quando ancora i dati non erano definitivi.

Reazione positiva all’esito del voto anche da parte della moneta europea, in forte rialzo sui mercati asiatici rispetto a dollaro e yen. A Tokyo, l’euro è salito a 120,91 yen, contro i 117,07 della scorsa settimana, mentre a Sydney ha toccato quota 1,0937 dollari, il suo livello più alto da novembre 2016, in occasione dell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.

ASKANEWS | 24-04-2017 07:21

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