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Scoppia il caso firme false anche a Roma, bufera sulla sindaca Raggi

Le Iene denunciano irregolarità

Roma, 27 mar. (askanews) – Dopo Palermo e Bologna, scoppia il caso firme false M5s anche a Roma. Ad accusare il MoVimento, in seguito alla segnalazione del consigliere comunale della Lista Marchini Alessandro Onorato, è ancora una volta la trasmissione di Italia Uno ‘Le Iene’ secondo cui il 20 aprile 2016 M5s dichiarò di aver raccolto le firme di 1352 cittadini a sostegno della candidatura di Raggi, ma il “Firma Day” dei 5 stelle fu tre giorni dopo, il 23 aprile: “Tutte le firme raccolte a Roma per la presentazione della lista di Virginia Raggi – è la difesa del blog di Beppe Grillo – sono autentiche e autenticate. Mettetevi l’animo in pace: la Raggi è legittimamente sindaco di Roma votata da più di due terzi degli elettori romani”.

Nel post firmato da M5s Roma, si cita anche una sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia che, secondo i pentastellati, metterebbe al riparo la prima cittadina “anche ipotizzando che ci sia un errore formale”: “Il Tar del Friuli Venezia Giulia 28 giugno n. 450/2006 ha avuto modo di rimarcare che ‘è del tutto inconferente, ai fini della regolarità delle operazioni elettorali, che l’autenticazione delle firme dell’atto principale sia antecedente a quella delle firme contenute negli atti separati e che questa discrasia, però, non è sanzionata dalla legge: e non potrebbe essere altrimenti, dato che non impinge su nessun principio in materia di operazioni elettorali.

Snocciola sentenze anche il deputato esperto di Riforme Danilo Toninelli: “Prendete quella del Consiglio di Stato, Sezione V, 31 marzo 2014, n. 1542, dove si legge che ‘il valore dell’autenticazione nella legge n. 445 del 2000 è quella di certificare la verità e autenticità della firma apposta alla presenza del pubblico ufficiale nella data indicata nell’autentica medesima, mentre non viene affatto certificata l’esattezza della data apposta accanto alla firma che risulterebbe pertanto irrilevante’. E a proposito proprio di Pd, nella stessa sentenza si legge: ‘Dalla documentazione allegata alla lista contrassegnata con il simbolo Pd, collegata al candidato sindaco vittorioso, risultava che 33 dichiarazioni su 40 di accettazione della candidatura a consigliere comunale presentavano una data di sottoscrizione di cinque giorni anteriore a quella di autenticazione della firma’. Ciao ciao!”.

Ma il Pd parte all’attacco: “Dopo Palermo e Bologna – afferma il deputato dem Andrea Romano – firmopoli a 5 Stelle anche a Roma? Quanto sembra emergere dal servizio televisivo pare prefigurare una vera e propria truffa ai danni dei romani. Di Maio e Grillo hanno nulla da dire?”. Per la vicecapogruppo del Pd alla Camera Alessia Morani “se confermato quanto denunciato dalle Iene da tempo sulla pista dei documenti falsi dei Cinque stelle, la sindaca Raggi sarebbe stata eletta con un falso e sarebbe dunque abusiva. Di Maio chiarisca”. Il vicepresidente della Camera pubblica un post su facebook in cui annuncia che da domani sarà due giorni a Copenaghen perché “voliamo alto, dobbiamo cambiare il Paese con il coraggio di andare oltre gli schemi. Non curatevi di chi ci attacca, soprattutto se è il Pd, ci aiuteranno ad arrivare prima al 40%”.

Interviene anche Matteo Renzi che però invita a non inseguire M5s sul suo terreno “finto moralista e molto doppiogiochista”: “Se ci sono firme false, lo dirà la magistratura, non una trasmissione televisiva. Fino a quel momento, massimo rispetto per il sindaco che i romani hanno scelto. se la Raggi avesse avuto la tessera del PD, il blog di Beppe Grillo l’avrebbe disintegrata ogni giorno con post virali e accuse infamanti. Ma siccome lei appartiene al movimento, loro la difendono. Bene, ma allora non facciamo noi i grillini. Non inseguiamoli nel loro terreno”.

ASKANEWS | 27-03-2017 20:12

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