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Sarà legittima difesa la reazione alle rapine notturne

Via libera della Camera, ora il testo va al Senato

Roma, 4 mag. (askanews) – A chi reagirà ad una rapina in casa, di notte, sarà riconosciuta la legittima difesa, fermo restando che la reazione dovrà essere proporzionata al pericolo. Questa una delle principali novità della nuova normativa, approvata stamattina dall’aula della Camera (225 i sì, contrarie tutte le opposizioni) e che ora dovrà ottenere anche il via libera del Senato.

– Confini legittima difesa. Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio.

– Turbamento esclude colpa. Nella legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

– Assistenza legale a carico Stato. Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

La proposta di legge in discussione da più di un anno a Montecitorio modifica l’articolo 52 del codice penale. “Si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”. Inoltre è ammesso l’uso di “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo a difendere: la propria o altrui incolumità, i beni propri o altrui quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione”.

La legge modifica anche l’articolo 59 del codice penale che disciplina le circostanze attenuanti della colpa: “la colpa dell’agente è sempre esclusa quando l’errore è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”.

ASKANEWS | 04-05-2017 12:39

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