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Riapre bar di Budrio. Nessuna traccia di Igor il russo

La moglie: lo faccio per lui, questa era la sua vita

Bologna, 12 apr. (askanews) – Il cartello “chiuso per lutto” è rimasto per dieci giorni. Maria Sirica, moglie di Davide Fabbri, titolare del bar di Riccardina di Budrio ucciso la sera dell’1 aprile, si è convinta ad alzare nuovamente le saracinesche del negozio. “Ho deciso di riaprire per lui. Questa era la sua vita: si alzava per venire qui giù e ci stava fino a ora di andare a dormire”.

Quella sera, poco prima dell’orario di chiusura, Igor Vaclavic alias Ezechiele Feher si è presentato alla porta del bar, uno degli unici locali del paese nella campagna bolognese, armato di fucile da caccia e una pistola rubata due giorni prima a una guardia giurata nel ferrarese. Dopo aver sparato un colpo di fucile ferendo lievemente uno dei due clienti, ha chiesto a Fabbri di consegnargli l’incasso della giornata. Tra i due è iniziata una colluttazione proseguita nel retrobottega. Lì il malvivente ha freddato il barista con un colpo al cuore. “Il ricordo di quella pistola puntata in faccia prima di uscire dal bar non lo scorderò mai – ha spiegato Maria -. Poteva uccidere anche me. Mi è rimasta la paura. Quella ti rimane dentro per sempre”.

Da quattro giorni centinaia di militari dei corpi speciali del carabinieri sono al lavoro tra Budrio e Molinella, dove si è avuto l’ultimo contatto con Igor/Ezechiele, dopo l’omicidio della guardia ecologica Valerio Verri sabato 8 aprile. Ma del killer non c’è ancora alcuna traccia.

ASKANEWS | 12-04-2017 15:24

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