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Perché la sindaca Raggi dice che non si può intervenire sui roghi tossici

"Sono bonifiche straordinarie"

Roma, 11 lug. (askanews) – “La bonifica dei cumuli di rifiuti dai quali si sprigionano roghi tossici la faccio anche oggi ma le bonifiche straordinarie non rientrano nel contratto di servizio di Ama. Noi stiamo intervenendo per modificare il perimetro del contratto, ma al momento sono interventi extra tari, e il ritiro dei rifiuti combusti costa di più. Io posso anche chiedere ad Ama le bonifiche straordinarie, e Ama mi dice: se mi paghi lo faccio. Noi abbiamo pagato 30 milioni di euro l’anno per i campi rom, io quei soldi non me li trovo in tasca, come le faccio le bonifiche?” Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi in un’audizione nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie rispondendo a diverse domande dei commissari riguardanti i roghi tossici nella capitale.

“Chi è che ha discriminato gli italiani sottraendo 30 milioni ai servizi? – ha detto la sindaca rispondendo a una domanda del deputato di Fdi Fabio Rampelli che le chiedeva conto dell’attribuzione di case pubbliche agli ospiti dei campi rom in uscita -. Non lo ha fatto l’Europa ma le amministrazioni precedenti. A me non sembra che ci sia mai stata la volontà di superarli, noi lo stiamo facendo”, ha aggiunto Raggi.

“La legge 56 per Roma capitale non è sufficiente. 2 milioni e 900mila cittadini pagano le tasse per servizi di cui beneficiano 4 milioni e mezzo. Se per voi è sufficiente, la legge resta valida. Noi con l’assessore al Bilancio Mazzillo abbiamo continuato a fare risparmi senza tagliare i servizi, però più di spremere, con una tassazione ai massimi, non si può fare. Allora serve guardarsi negli occhi e dirsi che la legge 56 non basta perché Roma ha esigenze diverse” ha continuato la sindaca.

“50 milioni di euro l’anno per i prossimi 10 anni, che servirebbero per la manutenzione straordinaria delle strade, Roma non ce li ha, anche con un indebitamento pari a zero, sarebbe difficile destinare questi fondi solo alla manutenzione”, ha aggiunto Raggi. “Noi partiamo da 13 miliardi di debito gestito, cui contribuiamo in parte con la tassazione dei cittadini più alta d’Italia”.

Alle obiezioni dei commissari, Raggi ha obiettato che “io non credo che abbiamo fatto un’esposizione fumosa, sui massimi sistemi o melina. Abbiamo fatto una presentazione discorsiva di quegli interventi che danno risposta a una prima tranche di domande che ci avete fatto pervenire, perché non veniamo ne a farvi perdere tempo, ne a perderne noi. Noi rispondiamo a queste domande: noi siamo qui per rispondere e pretendiamo che ci ascoltiate”, ha concluso.

ASKANEWS | 11-07-2017 13:29

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