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Perché i giudici dicono che Formigoni è "corrotto e spregiudicato"

Le motivazioni della sentenza di condanna a 6 anni

Milano, 20 giu. (askanews) – Roberto Formigoni ottenne viaggi su aerei privati, di vacanze di lusso e yacht come “corrispettivo” per il “mercimonio” delle sue funzioni istituzionali di presidente della Regione Lombardia. Lo sottolineano i giudici del Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza che il 22 dicembre scorso, portò alla condanna dell’ex governatore lombardo a 6 anni per corruzione. L’ex presidente della Regione Lombardia si è dimostrato “particolarmente callido e spregiudicato” e nel suo ruolo di presidente della giunta regionale agiva “per fini marcatamente di lucro” “Roberto Formigoni – si legge nel provvedimento – ha strumentalizzato le proprie prerogative di presidente della giunta regionale a copertura globale degli interessi di Fondazione Maugeri e di Fondazione San Raffaele”. Il pm Laura Pedio ha quantificato in 200 milioni il totale dei rimborsi per le cosiddette funzioni sanitarie non tariffabli stanziati a favore della Fondazione Maugeri di Pavia e dell’ospedale San Raffaele di Milano da parte della giunta regionale presieduta da Formgioni. Dalle casse dei due strutture sanitarie, sarebbero poi spariti 70 milioni di euro, distratti dall’uomo d’affari ciellino Pierangelo Daccò (condannato a 9 anni e 2 mesi) e dall’ex assessore lombardo alla sanità Antonio Simone (condannato a 8 anni e 8 mesi) e trasferiti in una serie di società estere. Denaro in parte servito a ricompensare Formigoni con viaggi, cene, e altri benefit.

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici della decima sezione penale fanno riferimento agli “ingenti capitali di Daccò e Simone” sottolineando che erano soldi necessari “per garantire a Formigoni vacanze in località esclusive, disponibilità di imbarcazioni di lusso, uso di dimore di pregio, un altissimo tenore di vita, cene di rappresentanza e viaggi su aerei privati”. Spese giustificate dal governatore come “omaggi e regali” da parte di amici di vecchia data. Ma ritenute dal collegio di giudici presieduto da Gaetano La Rocca “esorbitanti in un qualsiasi normale rapporto di amicizia (sia pure con persone molto facoltose)”.

I giudici sono infatti convinti che viaggi, vacanze e gli altri “benefit” rappresentino il prezzo della corruzione pagata all’ex governatore: sono spese, evidenziano, che “trovano, sotto il profilo quantitativo e temporale, una logica spiegazione proprio nella remunerazione che i privati riconoscono al pubblico ufficiale quale corrispettivo mercimonio delle funzioni”.

ASKANEWS | 20-06-2017 15:13

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