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Pd in trincea sul caso Boschi (basso profilo ma anche imbarazzo)

Partito e governo difendono sottosegretaria da attacchi M5s e Mdp

Roma, 10 mag. (askanews) – La speranza è che la nuova vicenda Boschi si sgonfi, ma l’imbarazzo nel Pd c’è, soprattutto man mano che ci si allontana dalla cerchia stretta renziana. All’offensiva di M5s, Mdp e delle altre opposizioni il partito risponde blindando l’ex ministra delle Riforme e anche il governo le assicura sostegno. L’imbarazzo, però, c’è, perché per quanto la Boschi minacci querele spiegando che “quello che dovevo dire l’ho detto”, nessuno allo stato ha smentito il racconto di Ferruccio De Bortoli. Soprattutto, finora non lo ha fatto nemmeno Federico Ghizzoni, l’ex ad di Unicredit che avrebbe avuto il colloquio con l’ex ministra.

E’ Paolo Mieli a sottolineare il silenzio dell’ex ad di Unicredit: “Il silenzio di Ghizzoni è una conferma. La cosa c’era. Però adesso Ghizzoni ha il dovere di spiegare come, dove, quando, il giorno, in che modi”. Il timore di molti parlamentariPd, infatti, è proprio questo: “Ovvio che la difendiamo. Ma se non si chiarisce cosa è successo, se restiamo alle versioni di oggi, di fatto la Boschi avrà detto una cosa non vera in Parlamento, quando ha spiegato di non essersi mai occupata di Banca Etruria…”.

Il giro renziano in Parlamento cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno delle dichiarazioni di De Bortoli: “Ha detto che per lui la Boschi non si deve dimettere. E dice che lui non ha parlato di pressioni politiche. La stessa Unicredit nega che ci siano state pressioni…”. De Bortoli, in realtà, non è stato così benevolo con la Boschi: “Nel caso del ministro Boschi c’era un conflitto di interessi. Io credo che un politico debba preoccuparsi di quello che succede a una banca. Ma un conto è occuparsi di una cosa, un altro fare richieste. E comunque io ho raccontato: non ho detto che ha fatto pressioni indebite”.

Di certo, le opposizioni, a cominciare da M5s, intendono cavalcare l’onda fino alla fine. I 5 stelle chiedono al governo di riferire, incalzano sulla commissione d’inchiesta sulle banche, annunciano una mozione di censura contro la sottosegretaria. Pier Luigi Bersani dice che se le cose stanno come raccontato da De Bortoli la Boschi si deve dimettere, Matteo Salvini parla di “mandare via la Boschi”.

Richiesta che nè al governo nè al Pd hanno intenzione di assecondare, ovviamente. Proprio Mieli, peraltro, dice quello che a bassa voce auspicano molti nel Pd, ovvero che alla fine escano fuori elementi che ridimensionano il fatto: “Adesso è il momento di entrare nel merito. Se domani mattina non vedo un’intervista di Ghizzoni su un qualche giornale per spiegare cosa è successo, non penso gran bene di Ghizzoni. Rimarrei perplesso, perchè quando si entra in questo ballo bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo. Perchè un conto è se uno incontra in un dibattito lei, si entra nel discorso, fa un accenno, un conto è se è un appuntamento”. Ecco, la speranza del Pd è che, pian piano, la cosa si possa ridimensionare.

ASKANEWS | 10-05-2017 20:57

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