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Papa: l'ipocrisia si può insinuare anche nelle opere di carità

Quando sono compiute per sentirci appagati o per visibilità

Città del Vaticano, 15 mar. (askanews) – “L’ipocrisia può insinuarsi ovunque, anche nel nostro modo di amare”: così Papa Francesco all’udienza generale in piazza San Pietro.

“San Paolo, nel passo della Lettera ai Romani che abbiamo appena ascoltato, ci mette in guardia: c’è il rischio che la nostra carità sia ipocrita, che il nostro amore sia ipocrita. Ci dobbiamo chiedere allora: quando avviene questo? E come possiamo essere sicuri che il nostro amore sia sincero, che la nostra carità sia autentica? Di non far finta di fare carità, o che il nostro amore non sia una telenovela, ma amore sincero, forte L’ipocrisia può insinuarsi ovunque, anche nel nostro modo di amare. Questo si verifica quando il nostro è un amore interessato, mosso da interessi personali; quando i servizi caritativi in cui sembra che ci prodighiamo sono compiuti per mettere in mostra noi stessi o per sentirci appagati – quanto sono bravo! – o ancora quando miriamo a cose che abbiano ‘visibilità’ per fare sfoggio della nostra intelligenza o delle nostre capacità. Dietro a tutto questo c’è un’idea falsa, ingannevole, vale a dire che, se amiamo, è perché noi siamo buoni; come se la carità fosse una creazione dell’uomo, un prodotto del nostro cuore. La carità, invece, è anzitutto una grazia, un dono: dobbiamo chiederlo, lui lo dà volentieri, è una grazia, non consiste nel far trasparire quello che noi siamo, ma quello che il Signore ci dona e che noi liberamente accogliamo; e non si può esprimere nell’incontro con gli altri se prima non è generata dall’incontro con il volto mite e misericordioso di Gesù”.

ASKANEWS | 15-03-2017 10:54

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