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Papa Francesco ha citato don Milani

Il buon pastore denuncia con nome e cognome

Città del Vaticano, 22 giu. (askanews) – Un pastore deve essere appassionato, deve saper discernere e deve anche saper denunciare il male. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta dove si è soffermato sulla figura dell’Apostolo Paolo per poi rivolgere il pensiero all’esempio offerto da Don Milani, che ha appena commemorato a Barbiana. Come il parroco di Barbiana, ha detto il Pontefice, bisogna prendersi cura del prossimo, ma senza buonismi ingenui.

“Il Buon Pastore – ha detto il Papa a quanto riportato dalla Radio vaticana – sa denunciare, con nome e cognome” come appunto faceva San Paolo. Francesco è dunque tornato alla sua visita a Bozzolo e Barbiana, nei posti, ha commentato, “di quei due bravi pastori italiani”. E parlando di Don Milani, si è riferito a quello che era il suo “motto” quando “insegnava ai suoi ragazzi”: “I care. Ma cosa significa? Mi hanno spiegato: con questo lui voleva dire ‘mi importa. Insegnava che le cose si dovevano prendere sul serio, contro il motto di moda in quel tempo che era ‘non mi importa, ma detto in altro linguaggio, che io non oso dirlo qui (me ne frego, ndr.). E così insegnava ai ragazzi ad andare avanti. Prendi cura: prenditi cura della tua vita, e ‘questo no!'”.

Saper dunque denunciare anche “quello che va contro la tua vita”.

E tante volte, ha detto, “perdiamo questa capacità di condanna e vogliamo portare avanti le pecore un po con quel buonismo che non solo è ingenuo” ma “fa male”. Quel “buonismo dei compromessi”, per “attirarsi l’ammirazione o l’amore dei fedeli lasciando fare”.

ASKANEWS | 22-06-2017 18:47

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