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Papa Francesco dice che i poteri economici sfruttano la globalizzazione

Ma sviluppo integrale è la strada del bene che la famiglia umana

Città del Vaticano, 4 apr. (askanews) – Il vero “sviluppo integrale, cioè lo sviluppo di ogni uomo e di tutto l’uomo” passa attraverso lo sforzo “di integrare i diversi popoli della terra” offrendo “modelli praticabili di integrazione sociale” e “integrare la dimensione individuale e quella comunitaria”. Ma a tutto ciò si oppongono “poteri economici che vogliono sfruttare la globalizzazione, invece che favorire una maggiore condivisione tra gli uomini, semplicemente per imporre un mercato globale di cui sono essi stessi a dettare le regole e a trarre i profitti”.

A lanciare l’allarme è stato stamane Papa Francesco che ha ricevuto in udienza in Vaticano i partecipanti al Convegno promosso dal nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, da lui voluto, in occasione del 50° anniversario dell’Enciclica “Populorum progressio”, di Paolo VI che si è chiuso oggi.

“Il dovere di solidarietà – ha detto Francesco – ci obbliga a cercare giuste modalità di condivisione, perché non vi sia quella drammatica sperequazione tra chi ha troppo e chi non ha niente, tra chi scarta e chi è scartato” visto che, ha insistito, “solo la strada dell’integrazione tra i popoli consente all’umanità un futuro di pace e di speranza”.

Una integrare che deve investire anche i diversi sistemi: “l’economia, la finanza, il lavoro, la cultura, la vita familiare, la religione”. Tutte realtà che rappresentano “un momento irrinunciabile di questa crescita. Nessuno di essi si può assolutizzare e nessuno di essi può essere escluso – ha quindi detto ancora Papa Francesco – da una concezione di sviluppo umano integrale, che tenga cioè conto che la vita umana è come un’orchestra che suona bene se i diversi strumenti si accordano e seguono uno spartito condiviso da tutti”.

Città del Vaticano, 4 apr. (askanews) – “E’ innegabile che siamo figli di una cultura, per lo meno nel mondo occidentale, che ha esaltato l’individuo fino a farne come un’isola, quasi che si possa essere felici da soli. D’altro canto, non mancano visioni ideologiche e poteri politici che hanno schiacciato la persona, l’hanno massificata e privata di quella libertà senza la quale l’uomo non si sente più uomo”, è proseguita la riflessione di Papa Bergoglio.

Ma “l’io e la comunità non sono concorrenti tra loro, ma l’io – ha aggiunto il Pontefice – può maturare solo in presenza di rapporti interpersonali autentici e la comunità è generatrice quando lo sono tutti e singolarmente i suoi componenti. Questo vale ancor più per la famiglia, che è la prima cellula della società e in cui si apprende il vivere insieme”.

“In questo senso – ha concluso Papa Francesco – proprio il concetto di persona, nato e maturato nel cristianesimo, aiuta a perseguire uno sviluppo pienamente umano. Perché persona dice sempre relazione, non individualismo, afferma l’inclusione e non l’esclusione, la dignità unica e inviolabile e non lo sfruttamento, la libertà e non la costrizione”.

ASKANEWS | 04-04-2017 13:06

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