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Ok voucher da asse Pd-destre. Dem divisi, Mdp: stop fiducia

Laforgia: "L'ennesimo strappo". SI chiede l'intervento di Mattarella

Roma, 27 mag. (askanews) – Arrivano i nuovi voucher per disciplinare il lavoro occasionale, il Pd si spacca e l’emendamento che contiene la misura passa in commissione Bilancio alla Camera con il voto di Ap, Ala-Sc e delle destre, dalla Lega a Forza Italia. Voto contrario da parte di Sinistra italiana, Movimento cinque stelle e Mdp pronto a togliere la fiducia al governo. “Il Pd ha scelto di consumare l’ennesimo strappo – attacca il capogruppo Mdp a Montecitorio Francesco Laforgia -. Non voteremo la fiducia e il Pd dovrà spiegare a milioni di italiani le ragioni di una scelta irresponsabile sul merito e sul piano del funzionamento democratico delle istituzioni. Dovrà anche spiegare perché ha deciso di sabotare questa legislatura”.

Parole che, difatti, fanno intravedere un futuro poco sereno per la maggioranza di governo. Peraltro anche all’interno del Pd il provvedimento incontra non poche perplessità. I tre deputati Pd in commissione vicini ad Andrea Orlando – Antonio Misiani, Susanna Cenni e Carlo Dell’Arringa – non partecipano al voto sugli strumenti che sostituiscono i vecchi voucher con un vero e proprio contratto di lavoro ma con una serie di paletti. Ma dalla minoranza dei dem esprime una critica severa anche Gianni Cuperlo secondo il quale “così ci si fa del male”. “Non è ragionevole – fa notare – evitare un referendum chiesto da oltre un milione di cittadini e introdurre due mesi dopo una norma sulla stessa materia senza discuterne per tempo con chi quel referendum aveva promosso”. E anche Cesare Damiano critica l’idea di approvare un emendamento del genere in ‘manovrina’ quando invece era necessario un confronto con la “competenza e l’esperienza delle parti sociali”.

Il voto contrario di Mdp era stato annunciato da Arturo Scotto che alla fine di una giornata molto tesa a Montecitorio minaccia di far mancare l’appoggio alla maggioranza. “Non voteremo il mandato al relatore e ci batteremo in Aula per cambiare il testo – assicura -. Non c’è più vincolo di maggioranza, il nostro vincolo è con chi avrebbe avuto il diritto a votare il referendum. Il voto sui ‘nuovi voucher’ lede in modo decisivo il rapporto tra noi e il resto della maggioranza”. Parole alle quali Lorenzo Guerini aveva ribattuto prima del voto chiedendo a Mdp “responsabilità” perchè “gli ultimatum non fanno andare avanti il lavoro. C’è un tema su cui confrontarsi”.

A cose fatte il capogruppo dem Ettore Rosato smentisce che ci siano “rischi” per la tenuta della maggioranza e osserva che Mdp nata per “sostenere in maniera più forte questo governo ha votato contro il 40% delle volte su tutti i temi” e quindi “stanno continuando semplicemente a fare quello che volevano fare, destabilizzare questa maggioranza, puntare a fare piccola quota di proporzionale per tornare qui la prossima legislatura”.

Da parte sua il governo – con il premier Paolo Gentiloni impegnato in primo piano nella giornata conclusiva del G7 di Taormina – smorza le polemiche ribadendo che “i voucher sono stati cancellati con un decreto legge e non torneranno”. Come spiega a nome dell’esecutivo la ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro “chi dice che i voucher sono tornati non dice la verità” volendo peraltro “lasciare nell’illegalità quelle tante piccole prestazioni di lavoro occasionale di modesta entità economica, che oggi non trovano alcuna tutela nel nostro ordinamento”.

Intanto i capigruppo di Sinistra italiana Giulio Marcon e Loredana De Petris vedono nel voto in commissione un antefatto che “prepara il terreno per il governo comune di Berlusconi e Renzi” ma “c’è un limite a quanto si possano prendere impunemente in giro i lavoratori e gli elettori” e quindi lanciano la richiesta di un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella perchè “intervenga nel suo ruolo di garante della Costituzione impedendo questo scempio della Carta”.

ASKANEWS | 27-05-2017 21:21

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