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Lipu: preoccupazione per 68 specie uccelli selvatici minacciati

A livello globale, dati presentati oggi a Parma

Roma, 20 mag. (askanews) – Un balzo in avanti del 70% in soli 10 anni: le specie di uccelli selvatici “Spec 1”, ossia quelle in uno stato di conservazione sfavorevole e minacciate a livello globale, passano dalle 40 del periodo 1990-2000 alle 68 del periodo 2000-2010.

E’ l’informazione più rilevante, e preoccupante, della nuova edizione di Birds in Europe 3, redatta dagli esperti di Birdlife International dopo quelle del 1994 e del 2004 e presentata oggi in anteprima europea in occasione dell’Assemblea nazionale che la Lipu-BirdLife Italia ha organizzato a Parma (19-21 maggio) con il patrocinio del Comune di Parma.

Un lavoro monumentale, quello di Birds in Europe 3, che – come ha spiegato nella relazione d’apertura del convegno Anna Staneva, responsabile Conservazione delle specie a BirdLife International – ha preso in considerazione 541 specie di uccelli selvatici in 50 Paesi europei, e a cui hanno contribuito migliaia di ornitologi e appassionati in tutta Europa, Italia compresa.

Proprio il nostro Paese detiene una forte responsabilità per la tutela di alcune specie classificate nel nuovo rapporto come “Spec 1”. A iniziare dalla berta minore, specie pelagica la cui popolazione mondiale nidificante risiede per il 65% proprio nel nostro paese e del nibbio reale, rapace diurno concentrato nei paesaggi agricoli e steppici del sud Italia. O, ancora, della coturnice, specie ancora cacciabile eppure giunta al massimo grado di minaccia, con il 26% della popolazione a livello mondiale che risiede nel nostro paese. Sulla berta minore forte è stato l’impegno della Lipu, negli anni scorsi, con il progetto Iba marine, che ha contribuito all’identificazione delle “Iba marine” pelagiche, ossia le aree importanti per la loro sopravvivenza, per le quali la Lipu chiede adeguata protezione.(Segue) Red/Apa MAZ

ASKANEWS | 20-05-2017 09:57

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