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L'elogio di Putin alle spie

Cosa ha detto il presidente russo

Roma, 24 giu. (askanews) – Gli agenti clandestini dei servizi sono “persone non comuni” il cui sacrificio per la patria è esemplare. L’ha detto il presidente russo Vladimir Putin in dichiarazioni trasmesse dal canale pubblico Rossiya 1.

“Rinunciare alla propria vita, ai parenti e lasciar e il paese per anni, consacrando la vita alla patria: non tutti sono capaci di farlo”, ha detto il presidente 64enne che è stato, lui stesso, un agente del Kgb in epoca sovietica. “Non sono – ha aggiunto – persone come le altre, che hanno qualità come le altre, convinzioni come le altre e un carattere come le altre”. Sono, ha detto ancora, “persone uniche, e io auguro loro felicità e prosperità”.

Putin è stato membro del servizio d’intelligence estero SVR del KGB in epoca sovieca. E’ stato in servizio a Dresgda, in Germania Est allora nel blocco socialista, tra il 1985 e il 1990, secondo la sua biografia ufficiale pubblicata sul sito del Cremlino. “Prima ancora di terminare la scuola – ha aggiunto – avevo ansia di diventare un agente dei servizi” aveva confidato Putin in questa bigrafia, precisando di aver fondato la sua opinione sul Kgb sulla base dei “racconti romantici sul lavoro degli agenti segreti”.

ASKANEWS | 24-06-2017 21:09

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