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Le proposte M5S per una "Roma capitale della democrazia diretta"

Ecco modifiche a statuto presentate dai consiglieri pentastellati

Roma, 4 apr. (askanews) – I consiglieri del gruppo M5S Campidoglio hanno presentano una proposta di delibera finalizzata a modificare lo Statuto di Roma Capitale: l’obiettivo è “garantire reale partecipazione e trasparenza per i cittadini, introducendo gli strumenti di democrazia diretta e rendendo Roma all’avanguardia sul tema anche rispetto ad altre Capitali europee”.

Ecco le proposte dei consiglieri del gruppo M5S del Campidoglio per una “Roma capitale della democrazia diretta”, un “primo atto di una trasformazione che si completerà, nei prossimi anni, con l’aggiornamento di diversi regolamenti”.

– Petizioni online: la proposta prevede l’introduzione della petizione online con la possibilità di illustrare le petizioni in Assemblea capitolina. Per i pentastellati “è una rivoluzione prima culturale che tecnologica”, nell’ambito di una sperimentazione che avverrà per gradi: si partirà dalle petizioni e si aggiungeranno, nel corso degli anni, gli altri strumenti.

– Referendum senza quorum: nella delibera si propone inoltre di abolire il quorum di partecipazione per i referendum comunali e di affiancarvi anche il referendum propositivo che consentirà di presentare proposte che saranno votate dai cittadini, con obbligo di ricezione da parte dell’amministrazione. Ci sarà inoltre, sempre per i referendum, la possibilità di sperimentare il voto elettronico, ricorrendo all’utilizzo di tecnologie telematiche o informatiche.

– Bilancio partecipativo: verrà inserito il bilancio partecipativo, già diffuso in alcuni Comuni italiani tra cui Mira e Ragusa, governati dal M5S. Roma Capitale, quindi “coinvolgerà i cittadini nella costruzione del bilancio sia a livello comunale che a livello municipale e destinerà una quota alla decisione diretta dei cittadini”. Dal 1996 – hanno ricordato i M5S – il Bilancio Partecipativo è stato riconosciuto dall’Onu come una delle migliori pratiche di governance urbana nel mondo. Il controllo diffuso del denaro dei cittadini è stato sperimentato per la prima volta a Porto Alegre nel 1989 ed è stato adottato anche da Parigi con un sito Internet dedicato alla consultazione della cittadinanza su proposte e progetti da finanziare con il 5 per cento del bilancio.

– Proposte di delibera: non è stato toccato il numero delle firme necessarie a depositare proposte di delibera popolari e “l’obiettivo è garantire la trattazione di queste nei termini previsti dai regolamenti”.

I pentastellati hanno anche fatto un bilancio della “situazione ereditata”, ricordando che “negli ultimi dieci anni sono state depositate presso l’amministrazione capitolina meno di 30 proposte di iniziativa popolare, 15 quesiti referendari e solo 36 interrogazioni e 2 interpellanze al sindaco”. Inoltre, “il Regolamento per gli istituti di partecipazione e di iniziativa popolare è del 1994 e finora non è mai stato migliorato né adattato alle nuove tecnologie”.

ASKANEWS | 04-04-2017 14:32

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