,,

L'aggressore di Flint nel Michigan è un canadese di origini tunisine

Tre persone fermate a Montreal. L'uomo "odia" gli Stati uniti

Roma, 22 giu. (askanews) – E’ un canadese originario della Tunisia l’uomo che ieri sera ha accoltellato un agente di polizia, urlando “Allah Akbar” nel piccolo aeroporto di Flint, in Michigan, nel Nord degli Stati uniti. L’aggresisone viene trattata dalla polizia federale come “un atto di terrorismo”.

L’assalitore non è stato pubblicamente indicato come “un soldato del califfato” islamico ma “ha fatto riferimento ai morti in Siria, in Iraq e in Afghanistan”, ha precisato al giustziia americana.

Su richiesta dell’Fbi, la Gendarmeria del Canada, assistita dalla polizia di Montreal, ha effettuato in questa città una perquisizione durata alcune ore del piccolo immobile dove abitava l’aggressore. Tre persone, tra cui due donne, sono state fermate dalla polizia, nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione.

“L’indagine negli Stati Uniti è ancora in corso, quindi è impossibile per noi confermare o identificare eventuali sospetti”, ha detto ieri sera Benoit Boisselle, portavoce della polizia di Montreal.

L’uomo, che è stato arrestato, è stato identificato come Amor Ftouhi, un canadese di 49 anni residente a Montreal, nel Sud-Est del Canada, ma originario della Tunisia. L’aggressore si è mostrato “collaborativo” con gli agenti e avrebbe confessato il movente del suo gesto agli inquirenti.

La polizia lo ha descritto come un uomo che nutre “odio nei confronti degli Satti uniti” e che sarebbe stato spinto al suo gesto da “una serie di altri elementi” non meglio precisati dagli inquirenti.

Ftouhi è entrato negli Stati Uniti il 16 giugno scorso presso il valico di frontiera di Champlain, in Quebec (Canada orientale), prima di recarsi a Flint, una cittadina nei pressi di Lago Michigan di recente diventata un simbolo di ingiustizia sociale in America a causa dello scandalo dell’acqua contaminata.

Ieri, al suo arrivo in aeroporto, ha trascorso qualche tempo vagando, dal ristorante al bagno, con due borse, secondo quanto riferito dal responsabile locale dell’Fbi, David Gelios. Quindi ha “estratto un coltello” della sua borsa, “ha gridato Allah Akbar” prima di “accoltellare (Jeff) Neville al collo”.

Ricoverato in condizioni stabili “il tenente Neville non ha mai smesso di lottare fino a quando il suo aggressore è stato ammanettato”, ha spiegato da parte sua Christopher Miller, il capo della polizia aeroportuale.

ASKANEWS | 22-06-2017 08:21

20170622_082133_01DF41E0.jpg

TAG:

,,,,,,,