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La scelta di Trump sul clima che tiene il mondo con il fiato sospeso

Lui: ve lo dirò tra qualche giorno

New York, 31 mag. (askanews) – Il presidente americano, Donald Trump, lascia il mondo con il fiato sospeso sulla possibile uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi. Molti media americani oggi hanno scritto che Trump avrebbe già deciso di ritirare Washington dagli impegni presi alla fine del 2015 dall’amministrazione di Barack Obama, che ha firmato il trattato Onu insieme ad altri 195 Paesi, 147 dei quali lo hanno già ratificato. Lui frena e su Twitter dice che l’annuncio della sua decisione arriverà tra qualche giorno.

Un ritiro degli Stati Uniti sarebbe un duro colpo per l’iniziativa della comunità internazionale per fermare i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale. Il documento di Parigi era stato firmato dopo una lunga trattativa tra gli Usa e la Cina, i due principali emittenti di gas serra.

Trump ha detto che l’annuncio sulla permanenza o meno degli Usa nel trattato per ridurre le emissioni di Co2 è imminente.

“Annuncerò la mia decisione sull’Accordo di Parigi nei prossimi giorni. RENDIAMO DI NUOVO GRANDE L’AMERICA!” ha twittato il presidente dopo che vari media Usa hanno scritto che ha già deciso di lasciare.

Il sito Axios,citando due fonti ben informate, è stato il primo a lanciare la notizia mentre altri media, tra cui CNN, CBS, ABC e Politico hanno riferito che la Casa Bianca avrebbe annunciato il ritiro quando i dettagli della procedura sarebbero stati messi a punto.

Gli Stati Uniti – secondo produttore di gas serra dopo la Cina – si sono impegnati a diminuire le emissioni del 26-28% rispetto i livelli del 2005 entro il 2025. Ma nel corso della sua campagna elettorale, il presidente Usa si è più volte espresso contro l’accordo, sostenendo che il riscaldamento globale è “un inganno”. Sotto Trump inoltre gli Usa non hanno finora onorato gli impegni presi a Parigi.

Da quando è entrato alla Casa Bianca, Trump ha dato segnali contraddittori sul tema, rispecchiando le diverse posizioni delle figure di primo piano del suo governo sul clima, ma anche sul ruolo degli Usa nel mondo e sui loro rapporti con il multilateralismo. Se il segretario di Stato, Rex Tillerson, ex numero uno del colosso petrolifero Exxon, tende a sostenere l’accordo, il capo dell’Environmental Protection Agency, Scott Pruitt, è uno dei più accaniti oppositori del trattato. Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha detto di non aver mai chiesto a Trump se crede che le attività umane siano responsabili dei cambiamenti del clima.

Ci sono poi la figlia Ivanka e Gary Cohn, capo dei consiglieri economici di Trump, che vorrebbero che gli Stati Uniti restino nel trattato. Ci sono infine colossi come Apple, Google, DuPont ma anche gruppi petroliferi come Bp, Shell ed Exxon Mobil che hanno esplicitamente chiesto al presidente di non ritirare gli Usa dal trattato.

Infine c’è il resto dei paesi del G7, che a Taormina si sono espressi a favore dell’accordo sul clima e hanno fatto pressioni affinché anche gli Usa continuino su questa strada. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è smarcata sostenendo che l’Europa “deve prendere il suo destino nelle sue mani”, citando le divergenze sul clima come una prova che le strade con Washington divergono. Merkel ha definito la discussione “molto difficile, per non dire molto insoddisfacente”. Il segretario alla Difesa Usa Jim Mattis le ha risposto in un’intervista Tv domenica, assicurando che Trump è “apertissimo su questa questione e studia i pro e i contro di quell’accordo”. La settimana scorsa Cohn ha detto che il punto di vista del presidente sul clima “è in evoluzione”.

Ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha mandato un messaggio forte. “Il mondo è un disastro” e gli effetti dei cambiamenti climatici sono pericolosi e stanno aumentando giorno dopo giorno. “Ma anche se il governo deciderà di lasciare l’accordo di Parigi, è molto importante che la societàusa nel suo complesso, le città gli Stati, le società le imprese, restino impegnate” ha detto Guterres. Appello raccolto oggi dal sindaco di New York Bill de Blasio il quale ha detto che la sua città resta impegnata nella riduzione delle emissioni qualunque cosa decida Trump.

ASKANEWS | 31-05-2017 19:23

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