,,

La ricetta del M5S per stabilizzare il Medio Oriente

Blog Grillo: zona di collaborazione economica nel Mediterraneo

Roma, 28 mar. (askanews) – Dopo la “moneta di fiscalità” è la “stabilizzazione del Medio Oriente, il terzo dei dieci punti di programma Esteri con cui M5s si candida a governare che presto sarà sottoposto al voto on line degli iscritti al blog di Beppe Grillo che ogni giorno ne illustra uno.

“Credo che l’unica soluzione per riuscire a farlo – scrive sul blog di Grillo il giornalista e analista sul Medio Oriente Mostafa El Ayoubisia a cui è affidata la spiegazione della necessità di stabilizzare il Medio Oriente- instaurare un rapporto tra le diverse realtà che compongono il Mediterraneo, allo scopo di creare una zona di collaborazione economica sociale e culturale ma anche militare, e affinché si arrivi a una stabilizzazione della regione del Medioriente. Questa stabilizzazione potrebbe avere degli effetti positivi anche sull’Europa, quindi si può raggiungere un livello di stabilità e di sicurezza di cui oggi l’Europa ha bisogno”.

“Nella geografia politica internazionale – si legge sul blog M5s- il Medio Oriente ha una posizione strategica. Questa realtà tuttavia è perennemente in situazione di crisi economica, sociale e politica. I fattori che contribuiscono a tale crisi sono interni ma anche internazionali: quelli interni sono legati a situazioni di corruzione, di povertà, di retaggi culturali e religiosi, che in qualche modo colpiscono molti di questi Paesi; quelli esterni sono legati alla politica coloniale di alcuni Paesi occidentali. Il fatto è che questa parte del mondo è ricca di risorse naturali, petrolio e gas in particolare, e ciò rappresenta un elemento strategico per coloro che ambiscono a continuare ad avere un’egemonia su questa parte del mondo. E quindi la destabilizzazione di questi Paesi sostanzialmente serve anche a questo scopo”.

“Basti pensare – sottolinea il post – alla questione dell’Iran ad esempio: gli embarghi, la rivoluzione colorata, le sanzioni, servono ad impedire all’Iran di diventare una potenza orientale importante in questa area. Come anche la questione della Siria: quando si capisce che la Siria non fa parte, come del resto anche l’Iran, di questo asse legato ad alcune potenze occidentali, si fa ricorso anche a forme di destabilizzazione violente, attraverso la guerra come è avvenuto anche in Libia, una guerra fatta con l’uso del terrorismo o di altre forme di destabilizzazione militare”.

“Le conseguenze – si conclude la riflessione M5s- sono gravi, ovvero abbiamo da un lato l’estremismo religioso che sfocia nel terrorismo, diventato un’arma micidiale che va oltre i confini di questa realtà, dall’altro la migrazione forzata. Qualcuno la chiama “regolare”, ma è un’emigrazione forzata perché la gente è costretta a fuggire da conflitti e da guerra come nel caso attuale della Siria. I siriani prima non pensavano mai di andare all’estero o scappare, finché non è scoppiata la guerra nel 2011.

Questi effetti si ripercuotono su quello che avviene in Europa.

La crisi attuale dell’immigrazione deriva da questa situazione, che quindi ha degli effetti collaterali gravi”.

ASKANEWS | 28-03-2017 10:58

20170328_105808_08C4AB01.jpg

TAG:

,,,,,,,