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La Fbi indagò nel 2016 su rapporti tra consulente Trump e Russia

Il Washington Post rivela indagine pre-elezione

Washington, 12 apr. (askanews) – L’Fbi ha indagato già lo scorso anno sui rapporti tra l’allora consulente di politica estera di Trump, Carter Page, per verificare eventuali rapporti con la Russia che avrebbero potuto influenzare la campagna elettorale.

La rivelazione arriva dal Washington Post ed è la prima conferma che il governo americano ha sorvegliato attivamente il team del futuro presidente americano, prima dell’elezione. Secondo il Post, il Federal Bureau of Investigation ha ottenuto infatti un raro mandato, il cosiddetto FISA (Foreign Intelligence Surveillance Act).

Dalla Corte di Sorveglianza per l’Intelligence straniera, mandato che di prassi non viene rivelato: il nulla osta sarebbe stato dato perchè l’Fbi sosteneva che c’erano motivi per sospettare che Carter, già consulente finanziario in Russia, stava lavorando per Mosca con obiettivi elettorali negli Usa.

L’Fbi ha indagato anche su possibili interferenze russe nell’elezione presidenziale dello scorso novembre, interferenze poi confermate dall’intelligence Usa anche se non è stato stabilito che queste possano aver determinato l’esito del voto.

Page era stato nominato da Trump membro del suo team di consiglieri di politica estera a marzo 2016, poi alcuni mesi dopo fu liquidato, probabilmente perchè i suoi viaggi a Mosca stavano attirando troppo attenzione. Il suo nome emerge anche nel celebre dossier compilato dall’ex agente dell’intelligence britannica Christopher Steele. Sui rapporti tra la campagna di Trump e la Russia. Page ha dichiarato al Post di non avere “alcunchè da nascondere”.

ASKANEWS | 12-04-2017 08:11

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