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Italia 2065: calo residenti, vita più lunga ma sempre più anziani

Previsioni Istat: il 70% della popolazione vivrà al Centro-Nord

Roma, 26 apr. (askanews) – Una popolazione in calo di 7 milioni di individui con circa il 70% dei residenti che vivono al Centro-Nord. La fecondità delle donne sarà in leggero rialzo, ma le future nascite non saranno sufficienti a compensare i futuri decessi e così, come già avviene oggi, saranno i migranti a mantenere positivo il saldo naturale della popolazione. Vivremo ancora più a lungo, ma saremo ancora più di oggi un Paese popolato soprattutto da anziani, con un’età media di oltre 50 anni e una quota di ultrasessantacinquenni vicina al 34%. È come l’Istat prevede sarà la popolazione italiana nel 2065, secondo quanto illustrato nel rapporto “Il futuro demografico del Paese – Previsioni regionali della popolazione residente al 2065”, pubblicato oggi.

Secondo il dossier, la popolazione residente attesa per l’Italia è stimata pari, secondo lo scenario mediano, a 58,6 milioni nel 2045 e a 53,7 milioni nel 2065. La perdita rispetto al 2016 (60,7 milioni) sarebbe di 2,1 milioni di residenti nel 2025 e di 7 milioni nel 2065. Tenendo conto della variabilità associata agli eventi demografici, la stima della popolazione al 2065 oscilla da un minimo di 46,1 milioni a un massimo di 61,5. La probabilità di un aumento della popolazione al 2065 è pari al 7%.

Nello scenario mediano, mentre nel Mezzogiorno il calo di popolazione si manifesterebbe lungo l’intero periodo, per il Centro-nord, superati i primi trent’anni di previsione con un bilancio demografico positivo, un progressivo declino della popolazione si compierebbe soltanto dal 2045 in avanti. La probabilità empirica che la popolazione del Centro-nord abbia nel 2065 una popolazione più ampia rispetto a oggi è pari al 31%, mentre nel Mezzogiorno è pressochè nulla.

Appare dunque evidente, rileva l’Istat, uno spostamento del peso della popolazione dal Mezzogiorno al Centro-nord del Paese.

Secondo lo scenario mediano, nel 2065 il Centro-nord accoglierebbe il 71% di residenti contro il 66% di oggi; il Mezzogiorno invece arriverebbe ad accoglierne il 29% contro il 34% attuale.

Le future nascite non saranno sufficienti a compensare i futuri decessi. Nello scenario mediano, dopo pochi anni di previsione il saldo naturale raggiunge quota -200mila, per poi passare la soglia -300 e -400mila unità in meno nel medio e lungo termine.

ASKANEWS | 26-04-2017 10:55

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