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Ingv: vulcani attivi hanno vene e si comportano come valvole

Lo afferma studio Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Roma, 21 mar. (askanews) – Gran parte dei vulcani attivi le possiede. Sono le vene, fratture riempite da minerali depositati da fluidi. Da sempre poco studiate, queste strutture sono in grado di fornire informazioni preziose sull’evoluzione e sulla dinamica a lungo termine dei vulcani e dei sistemi idrotermali. A dirlo un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che hanno analizzato queste strutture nell’Isola di Lipari. La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports – Nature. “Questo lavoro”, spiega Guido Ventura, ricercatore Ingv, “intende capire come si sono formate le vene e perché. I dati raccolti non solo hanno consentito di ricostruire la storia di queste strutture, ma anche di determinare le variazioni di permeabilità e pressione nella crosta, oltre alla profondità della sorgente dei fluidi che hanno depositato il solfato di calcio idrato nelle vene”.

I vulcani funzionano come una valvola e la loro attività non è controllata solo dalla risalita di magma. I fluidi rilasciati in profondità, infatti, risalgono verso la superficie, riempiono le fratture esistenti, per poi depositare minerali, ‘sigillando’ la crosta come un tappo che impedisce al magma e agli altri fluidi di risalire. Questo processo si ripete nel tempo ed è controllato dalla composizione dei fluidi e dalla tettonica.

ASKANEWS | 21-03-2017 17:27

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