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Incontro tra Trump e Putin (i precedenti nella storia)

Ad Amburgo

Roma, 7 lug. (askanews) – Vladimir Putin vede Donald Trump oggi ad Amburgo, e comunque vada non sarà un incontro facile, tra ombre del Russiagate, tensioni su Siria e Ucraina e altalenanti propositi di lavorare assieme a cui per ora non c’è stato seguito. D’altronde non sono mai stati semplici i rapporti tra i leader Usa e quelli russi (e prima sovietici). Ecco i precedenti, dai tempi della Seconda guerra mondiale ad oggi.

Stalin e Roosevelt, 1943 Nel 1943, Josif Stalin e Theodore Roosvelt si incontrarono all’ambasciata sovietica a Teheran. In realtà si trattava di una conferenza (28 novembre – 1 dicembre 1943) che riunì i “Tre Grandi” della Seconda Guerra mondiale: c’era anche il britannico Winston Churchill. Nome in codice della riunione “Eureka”, atmosfera buona tra il leader sovietico e il collega americano, decisi ad aprire un secondo fronte bellico in Europa, meno tra Stalin e Churchill, tanto che il segretario del Pcus ordinò ai suoi agenti di scoprire il contenuto di un bigliettino passato da Roosvelt allo statista britannico. Ma sulla nota c’era scritto semplicemente: “Sir, il suo volo è pronto”.

Eisenhower e Kruschev, 1959 Nikita Krushev fu il primo leader sovietico a recarsi in visita negli Usa. Ufficialmente andò tutto bene e nel comunicato congiunto finale si parlava di “pace giusta e duratura”. Poi i sovietici abbatterono un aereo spia americano e fecero prigioniero il pilota e la tensione salì alle stelle. Roma, 7 lug. (askanews) – Kennedy e Krushev, 1961 In piena Guerra fredda, John Kennedy e Nikita Khrushev si incontrarono a Vienna e non fu esattamente un colloquio sereno. I due si scontrarono apertamente su Berlino, con il presidente Usa deciso a non riconoscere la sovranità della Germania orientale sulla città. “Se gli Usa vogliono far scoppiare una guerra sulla Germania, prego, facciano pure”, commentò il sanguigno leader sovietico.

Johnson e Kosygin, 1967 Sullo sfondo di questo incontro, nel campus universitario di Glassboro, la guerra arabo-israeliana dei Sei giorni e il conflitto in Vietnam. Non fu stipulato alcun accordo concreto, ma l’atmosfera rilassata contribuì a coniare l’espressione “Spirito di Glassboro” per indicare la volontà di migliorare le relazioni Usa-Urss.

Brezhnev-Nixon, 1972 Dieci anni dopo la crisi missilistica di Cuba, questo incontro fruttò uno storico accordo per limitare gli arsenali nucleari delle due superpotenze. Leonid Brezhnev e Richard Nixon decisero di continuare a lavorare in questa direzione, ma mancò il tempo: il presidente americano due anni dopo fu costretto a dimettersi dallo scandalo Watergate.

Gorbaciov-Reagan, 1982 E’ stato forse il più celebre degli incontri Usa-Urss e servì a ufficializzare il “reset” nelle relazioni tra le due superpotenze e a lanciare un’agenda per stoppare la corsa agli armamenti. Tra Mikhail Gorbaciov e Ronald Reagan scoppiò una vera simpatia, che aiutò non poco le relazioni tra i due Paesi.

Eltsin-Clinton, 1993 Archiviata la perestrojka, crollato l’impero sovietico, l’incontro tra Boris Eltsin e Bill Clinton terminò con una dichiarazione congiunta per la promozione dei valori democratici, cosa impensabile ancora pochi anni prima. Il summit fu organizzato a Washington, dove Eltsin si segnalò subito per il carattere brioso e la tendenza ad alzare il gomito. Il presidente russo fu avvistato fuori dalla Casa Bianca ubriaco fradicio, senza pantaloni, mentre cercava di fermare un taxi. Prima di ripartire, fu scambiato da una guardia della residenza presidenziale per un intruso e scattò l’allarme: ma era solo di nuovo ubriaco, barcollante, non esattamente pronto a spiegare di essere il presidente della Federazione russa.

Putin e Bush, 2001 Fu il famoso incontro che portò George W. Bush Jr a dichiarare di Vladimir Putin: “ho guardato quest’uomo negli occhi, ho visto la sua anima”. Ma l’idillio, se mai ci fu, durò poco. L’invasione americana dell’Iraq fece tracollare le relazioni Usa-Russia in una nuova fase di gelo.

Obama e Medvedev, 2009 Simpatia a prima vista, voglia di “reset”, propositi di collaborazione su armi nucleari e difesa missilistica. Ma Dmitri Medvedev si rivelerà un reggente: nel 2012 al Cremlino torna Putin e con gli Usa tornano le tensioni.

Obama e Putin, 2016 Incontro a margine del G20 in Cina e conferma che tra i due proprio non c’era e non ci poteva essere feeling. Le foto del summit tra Obama e Putin fissarono l’atmosfera fredda, persino imbarazzata, che ha caratterizzato negli anni il non-rapporto tra i due leader. E che ha fatto sperare Mosca in una svolta con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca.

ASKANEWS | 07-07-2017 14:27

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