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In Myanmar Facebook blocca utenti che insultano islamici

Ma l'algoritmo ustato sembra agire in maniera troppo meccanica

Roma, 29 mag. (askanews) – Facebook è stato accusato da utenti del Myanmar di limitare la libertà d’espressione, dopo che il social network ha sospeso persone che hanno postato la parola “kalar”, un termine usato per denigrare gli islamici.

Nell’ex Birmania, un patchwork di etnie e religioni con una maggioranza della popolazione buddista, c’è un crescente clima di islamofobia. Facebook, dal canto suo, è da tempo impegnata nella complessa opera di eliminazione delle affermazioni di odio e delle minacce dalla sua piattaforma, con diversi livelli di successo e tra le accuse di limitare la libertà.

Decine di utenti birmani hanno lamentato di essere stati sospesi dopo aver usato il controverso termine “kalar”, altri perché hanno usato altre parole omofone. L’utente Aung Kaung Myat ha detto di essere stato sospeso per 24 ore per “aver scritto: ‘Facebook sta cancellando i post che includono la parola kalar'”. E ha aggiunto: “Questo è ridicolo”.

ASKANEWS | 29-05-2017 10:30

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