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In Francia inizia il toto-premier, chi sono i possibili candidati

In pole Goulard, ex collaboratrice di Prodi, e Royal

Roma, 4 mag. (askanews) – Dopo l’ultimo dibattito presidenziale, e a tre giorni da un voto che vede Emmanuel Macron nettamente favorito per l’Eliseo, sui media francesi inizia il toto-premier. Macron, scrive la stampa, potrebbe volere una donna a palazzo Matignon, e tra le varie ipotesi non è esclusa neppure Segolene Royal, l’ex candidata socialista alle presidenziali (ed ex moglie del presidente Hollande) che ha un buon rapporto con Macron. Contro questa ipotesi, nota però oggi Le Point, andrebbero i “cinque criteri” pensati da Macron per dare un segno di rinnovamento alla politica.

I CINQUE CRITERI DI MACRON Secondo fonti dell’entourage di Macron citate da Le Point, Macron vorrebbe un primo ministro che risponda a queste cinque caratteristiche: a) non essere stato ministro di un governo precedente b) avere esperienza parlamentare c) essere un volto nuovo d) non essere soltanto un esponente della società civile e) essere una donna Incrociati, sono criteri molto impegnativi e, osservano gli analisti, è molto probabile che su qualcuno di questi punti Macron dovrà essere molto elastico, pena l’impossibilità di trovare un candidato credibile.

I POSSIBILI CANDIDATI Tenuto conto del fattore-donna, un’ipotesi quasi perfetta sembra SYLVIE GOULARD. Europeista, non è stata ministro ma dal 1989 ha lavorato al ministero degli esteri per occuparsi dei negoziati europei sulla riunificazione tedesca. Dal 2001 al 2004 è stata consigliere politico di Romano Prodi alla Commissione Europea per poi collaborare con Valéry Giscard d’Estaing per la costituzione europea. Schierata da subito con Macron, ha organizzato l’incontro del capofila di En Marche con Angela Merkel. Unico handicap: non è mai stata eletta all’ l’Assemblée nationale.

Altro nome che ricorre è quello di SÉGOLÈNE ROYAL. Certo, la Royal è stata, ed è ministro, e certamente non è un “volto nuovo” ma in termini politici l’ex candidata all’Eliseo viene considerata l’inventrice del ‘macronismo’ prima di Macron (al congresso socialista di Reims nel 2008 è stato sotto il suo impulso che il Ps ha deciso per una netta apertura al centro) e, in ogni caso, tra i due c’è da sempre un buon rapporto. Nel 2010, la Royal ha vinto nella regione del Poitou-Charentes con una lista allargata a verdi, radicali, MoDem, comunisti, sindacalisti che potrebbe prefigurare uno schema di futura maggioranza per Macron, che oltre al suo movimento En Marche non disponde di un partito.

Un terzo nome di donna che ricorre è quello di ANNE-MARIE IDRAC, centrista, 65 anni, per due volte ministro (ai trasporti con Chirac, al commercio estero con Sarkozy) e da febbraio schierata con Macron in questa complessa campagna elettorale. La Idrac è certamente un politico di grande esperienza (oltre che ministro ha lavorato in molto aziende pubbliche, dalle ferrovie all’aeroporto di Tolosa), e questa è al tempo stesso un vantaggio e uno svantaggio per Macron che – stando ai suoi ‘criteri’ – ha bisogno di esperienza come di novità.

Un altro nome forte è quello di RICHARD FERRAND, da molti considerato il ‘braccio armato di Macron. Deputato del Finistère è stato consigliere di gabinetto del ministero di stato agli affari sociali ed è in parlamento dal 2012. Come deputato è stato tra i principali sostenitori della “legge Macron” (la più recente legge organica in materia di lavoro approvata in Francia). Contro Ferrand potrebbe giocare però il fattore ‘ambizione. Di lui si scrive da più parti che miri apertamente a prendere la guida del movimento En Marche! E non è detto che Macron sia disposto a lasciargli un simile spazio di manovra.

Chi invece ha tutte le qualità (tranne una) per aspirare alla guida del governo francese è ÉDOUARD PHILIPPE. “Nessuno è perfetto”, si diceva in un film con Jack Lemmon, ed effettivamente Philippe ha tante virtù però non è donna. Non fosse per questo sarebbe l’uomo perfetto per Macron: collaboratore di Alain Juppé, è in politica più o meno dal 2000 e da allora è stato sindaco di Havre per due mandati per poi diventare deputato della Seine-Maritime nel 2012. A più riprese, Philippe si è schierato pubblicamente con Macron Tra gli altri nomi che vengono citati dai media francesi, figurano: Laurence Parisot, ex capo della confindustria francese, François Bayrou, il socialista Xavier Bertrand, l’ex ministro della difesa Jean-Yves Le Drian, lo chiracchiano Jean-Paul Delevoye, e – ma lei sembra avere davvero pochissime chances – la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde.

ASKANEWS | 04-05-2017 12:19

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