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Ilva, governo: gli esuberi scendono a 4.200. Landini: non cambia nulla

A palazzo Chigi la riunione sul futuro dello stabilimento di Taranto

Roma, 9 giu. (askanews) – Gli esuberi nel piano di ristrutturazione di Ilva scendono dai 5.500 ipotizzati all’inizio a 4.200. E’ quanto è emerso nel corso dell’incontro a palazzo Chigi fra sindacati metalmeccanici e governo sul futuro dell’Ilva di Taranto dopo l’aggiudicazione dello stabilimento ad Am Investco Italy (Arcelor Mittal-Marcegaglia) e l’annuncio di una cura dimagrante con migliaia di esuberi. Lo riferiscono gli stessi sindacati al termine della riunione. L’obiettivo dei sindacati resta quello di ridurre ulteriormente il numero.

Nel corso della riunione, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha dichiarato: “Adesso abbiamo un percorso che naturalmente è un percorso sul quale il governo sta mettendo tutto il proprio peso, perché sia un percorso il più possibile capace di garantire in termini occupazionali, di salute, di ambiente”.

“Noi – ha aggiunto – pensiamo di aver fatto molto, che non può essere un parametro sufficiente, ma ho visto un lavoro da parte dei commissari, in contatto con le autorità europee, con le organizzazioni sindacali con le autorità locali”.

A sua volta, il segretario generale della Fiom-Cgil Maurizio Landini, al termine dell’incontro, ha detto: la riduzione del numero degli esuburi nel piano industriale dell’Ilva “non cambia nulla, noi l’abbiamo detto con molta chiarezza. Oggi sono 14.200 dipendenti e noi non vogliamo che ci siano licenziamenti e dall’altra c’è parte c’è anche l’indotto”.

Landini ha poi sottolineato: “Per noi la trattativa deve avere una caratteristica molto precisa e per poter garantire questi livelli di occupazione bisogna che non si riduca la capacità produttiva che oggi c’è e gli investimenti devono essere accelerati nei loro tempi. La trattativa deve produrre questo risultato”.

ASKANEWS | 09-06-2017 19:48

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