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Il candidato M5S alle regionali in Sicilia scelto da 4.350 iscritti

Ieri l'incoronazione ufficiale alla presenza di Grillo

Palermo, 10 lug. (askanews) – Il deputato regionale siciliano del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri è ufficialmente il candidato pentastellato alla presidenza della Regione Siciliana.

Il suo nome è stato scelto tra gli 8 candidati alle regionali, svoltesi sulla piattaforma Rousseau, alle quali hanno partecipato 4.350 iscritti certificati al movimento di Beppe Grillo.

L’incoronazione ufficiale di Cancelleri è avvenuta ieri, domenica 9 luglio, nel corso della convention del Movimento 5 Stelle organizzata al Castello a mare di Palermo, alla presenza dello stato maggiore grillino che sa bene che quello siciliano sarà un importante banco di prova in vista delle elezioni politiche del 2018.

“Se il 5 novembre vinciamo qui in Sicilia, nel 2018 vinciamo a Roma in Parlamento – ha detto il vice presidente della Camera Luigi Di Maio -. Noi oggi siamo qui per prenderci una rivincita verso la vecchia politica. Stasera iniziamo un percorso per liberarci da questo medioevo politico. Io penso che la Sicilia ancora una volta ispirerà un percorso nuovo per il Movimento 5 Stelle e del Paese, perché è dalla Sicilia che partono le più grandi rivoluzioni in Italia e i più grandi cambiamenti”.

Vincere in Sicilia dunque per invertire la rotta negativa delle ultime comunali. Sul palco ieri sera sono saliti anche Davide Casaleggio e naturalmente Beppe Grillo che ha ammesso: “Un po’ di commozione c’è nel vedere questi ragazzi trasformarsi in sindaci, consiglieri regionali, parlare di politica”.

Come 5 anni fa, dunque, sarà Giancarlo Cancelleri a cercare di portare il Movimento 5 Stelle a Palazzo d’Orleans. Un progetto che appare più a portata di mano dell’ultima volta, quando il movimento di Beppe Grillo, pur risultando il più votato sull’isola e conquistando 15 deputati, fu sconfitto dalla coalizione che portò Rosario Crocetta alla guida della regione.

“E’ una grande responsabilità perché dobbiamo andare avanti in un percorso tracciato in questi anni – ha detto -. La Sicilia che abbiamo nel cuore è quella dove gli ospedali funzionano non ci sono file, non crollano i ponti, dove le strade funzionano e con un treno puoi spostarti in maniera civile da una città all’altra, dove i giovani non se ne vanno per cercare un lavoro”.

Ma dal palco di Palermo un altro importante segnale è stato lanciato dai vertici pentastellati, con Luigi Di Maio che parla già da candidato premier, accendendo i riflettori su quelli che saranno i temi della campagna elettorale grillina, a cominciare dall’emergenza immigrazione.

“Riuscire a risolvere questa emergenza significa cominciare che siamo soli in Europa. Ci hanno buttato fuori dall’Unione europea di fatto quando hanno schierato i carrarmati al confine con l’Austria o hanno respinto a Ventimiglia i migranti – ha detto Di Maio -. Alle politiche chiederemo ai cittadini se vogliono essere governati ancora da quelli che hanno provocato i disastri e ora li vogliono risolvere, o volete dare un’opportunità a noi che questa opportunità non l’abbiamo ancora avuta e vogliamo provare a cambiare veramente le cose” .

E con Beppe Grillo che non ha perso l’occasione per lanciare le sue stoccate al centrosinistra: “Questo movimento nasce perché un giorno mi sono iscritto al PD. Annunciai che andavo a parlare per dare uno spunto alla sinistra, e mi arriva il monito della dirigenza che non poteva accettare un mio intervento perché il mio movimento era ostile. Era ostile il rinnovabile, l’acqua pubblica è ostile. E ricordo che Fassino disse la prima profezia, il Pd non è un autobus, si faccia il suo partito e vediamo quanti voti prende”.

ASKANEWS | 10-07-2017 10:23

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