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Gli "scontrinisti" della Biblioteca Nazionale cacciati con un sms

Il 25 maggio una manifestazione dei "finti volontari"

Roma, 23 mag. (askanews) – Mandati a casa con un sms: sembra questo l’epilogo degli “scontrinisti” della Biblioteca nazionale di Roma, che avevano denunciato di essere “lavoratori camuffati da volontari” pagati con un “magro rimborso di 400 euro pesato a scontrini”.

Con un comunicato postato anche sulla loro pagina Facebook tornano a denunciare la loro situazione e annunciano un sit-in per il 25 maggio: “Mandati a casa dopo la protesta: dovevano eliminare il volontariato, scelgono di prendersela con i volontari. Ieri sera, con un sms, il presidente dell’associazione Avaca ha comunicato agli scontrinisti della Biblioteca nazionale che, per decisione del direttore generale della Biblioteca Nazionale, da oggi non si sarebbero dovuti presentare a lavoro”. E “oggi il direttore generale, che si è rifiutato di mettere per scritto tale comunicazione perché formalmente gli scontrinisti non sono lavoratori e quindi ‘non ne hanno diritto’, ha confermato la sospensione con effetto immediato della convenzione con l’associazione Avaca”.

“Da oggi – spiegano gli scontrinisti – non svolgeremo più le nostre mansioni e non riceveremo quel magro rimborso di 400 euro pesato a scontrini. Non riceveremo neanche una minima forma di indennità di disoccupazione, nonostante un’anzianità nella biblioteca di sei, dieci e a volte diciassette anni”, quindi “di fronte alla sacrosanta richiesta di lavoratori, camuffati da volontari, di poter accedere a concorsi – che non vengono banditi – e di vedere riconosciuto il loro lavoro con un contratto vero, la risposta è stata mandarli a casa”.

Ma gli scontrinisti non si arrendono, anzi “con ancora più determinazione” giovedì 25 maggio saranno davanti alla Biblioteca nazionale a manifestare “per chiedere investimenti nella cultura e riconoscimento del loro lavoro e lanciano un appello ai tantissimi lavoratori in condizioni simili ad unirsi a loro”. Quello che chiedono arrivati a questo punto è “una risposta del ministero dei Beni Culturali che sembra disinteressato alla nostra condizione, ma complessivamente allo stato della cultura e dei suoi lavoratori in Italia. Vorremmo capire se il ministero intende riconoscere il lavoro ed eliminare il volontariato o preferisce prendersela con i volontari”.

ASKANEWS | 23-05-2017 17:56

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