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Dall'Ue nuove proposte sull'emergenza sbarchi in Italia

Domani si riunisce la commissione

Bruxelles, 3 lug. (askanews) – Nella loro riunione collegiale settimanale, che si tiene domani a Strasburgo, i membri della Commissione europea discuteranno, fra l’altro, dell’emergenza immigrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale e delle richieste che l’Italia ha portato alla riunione di ieri a Parigi fra il commissario Ue responsabile, Dimitris Avrampoulos, il ministro dell’Interno Marco Minniti e i suoi omologhi francese e tedesco.

“Domani la Commissione presenterà delle proposte per il lavoro collettivo che bisogna fare per sostenere l’Italia e ridurre i flussi migratori” lungo il Mediterraneo centrale, per “vedere cosa bisogna fare immediatamente” e per “accelerare ciò che stiamo già facendo” ha spiegato oggi la portavoce dell’Esecutivo Ue per gli Affari interni, Natasha Bertaud. Si parlerà certamente anche di un aumento dei finanziamenti Ue, e soprattutto di quelli degli Stati membri che oggi languono, alle politiche comuni miranti a ridurre i flussi migratori.

Le proposte della Commissione – che “non riguarderanno nuove decisioni legislative” – saranno poi discusse dai ministri dell’Interno dei Ventotto durante il Consiglio informale di Tallinn, Estonia, il 6 luglio, ha precisato la portavoce, aggiungendo di “non poter anticipare” il risultato della discussione fra i commissari e di quella ministeriale. Va anche ricordato che le riunioni informali dei Consiglio Ue non possono prendere decisioni ufficiali, ma possono comunque negoziare accordi politici fra gli Stati membri, da formalizzare successivamente.

Facendo riferimento al comunicato congiunto pubblicato stamattina a seguito della riunione di Parigi di ieri (intitolato “Solidarietà con l’Italia di fronte a alla crisi migratoria”), Bertaud ha confermato che sarà il governo italiano (e non la Commissione, come si era detto la settimana scorsa) a elaborare il “codice di condotta per le Ong” che cooperano alle operazioni di ricerca e salvataggio in mare.

“La decisione di ieri è che il codice lo presenti l’Italia, con l’approvazione della Commissione”, ha puntualizzato, aggiungendo che conterrà “una spiegazione dettagliata di come le Ong dovranno applicare il dritto internazionale” nelle loro attività di ricerca e soccorso in mare, e di come “migliorare la loro cooperazione con i diversi attori” che operano nel Mediterraneo centrale.

La portavoce non ha commentato le anticipazioni della stampa italiana sulle condizioni con conterrebbe il codice di condotta (divieto d’ingresso nelle acque territoriali libiche, divieto di spegnere il “transponder” che emette il segnale Ais per la localizzazione in mare, divieto di telefonare ai barconi dei migranti o di emettere segnalazioni luminose per farsi individuare, divieto di entrare in conflitto con i guardacoste libici, e accettazione a bordo di ufficiali di polizia impegnati nelle indagini sul traffico), condizioni senza il rispetto delle quali potrebbe essere negato alle Ong lo sbarco nei porti italiani dei migranti da loro raccolti in mare.

ASKANEWS | 03-07-2017 17:10

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