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Così funzionava il monopolio dei buttafuori (15 fermi tra i rampolli delle cosche)

Operazione "Eracle"

Roma, 27 apr. (askanews) – E’ di 15 fermi nei confronti di appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta Condello e Stillitano (rispettivamente di Archi e Vito, a Reggio Calabria) il bilancio dell’operazione “Eracle”, scattata questa mattina e condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e dalla squadra mobile della Questura.

I fermati, su mandato della Dda di Reggio Calabria, sono accusati di associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, tentata estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, intestazione fittizia di beni, maltrattamento di animali, con l’aggravante del metodo mafioso.

Le indagini sono partite nel maggio 2015 dopo una serie reiterata di aggressioni, risse e intimidazioni avvenute nelle estate reggine degli ultimi anni: episodi in cui – secondo gli inquirenti – le giovani leve delle cosche reggine avevano evocato la loro appartenenza a storici casati originari del quartiere di Archi, proponendosi come gruppo dominante della scena serale e notturna della città, intimidendo o aggredendo chiunque non riconoscesse loro questo specifico ruolo.

L’indagine ha anche accertato che esponenti delle cosche avessero assunto la gestione monopolistica dei servizi di “buttafuori” nei principali locali di intrattenimento serale di Reggio Calabria.

ASKANEWS | 27-04-2017 08:26

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