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Cosa è successo oggi al Senato per la vicenda Consip

Il partito del non voto

Roma, 20 giu. (askanews) – Il “partito del non voto” è andato in scena oggi in aula del Senato, dove la mozione di maggioranza sulla vicenda Consip è stata approvata con 185 voti a favore, 76 contrari e 5 astenuti. Considerando che Mdp con i suoi 16 senatori non ha votato con la maggioranza, e tenuto conto delle assenze, si tratta di una delle più alte conferme per la maggioranza che si è potuta giovare, come confermano i tabulati del voto, dell’appoggio di ben 28 senatori di Forza Italia (sui 42 che costituiscono il gruppo). A cui si aggiungono 3 di Ala e 3 della Federazione della libertà (Idea-Fl), per un totale di 39 voti in più.

Nel merito il voto dell’assemblea ha dunque “sminato” politicamente la questione Consip nei confronti della maggioranza e della sua tenuta, ma apre nel Pd il “caso Mdp”, con il senatore dem Andrea Marcucci che ha espressamente tirato in ballo una verifica politica sul comportamento dei fuoriusciti dal partito.

“Il voto su una mozione non può mettere a rischio la vita del governo – ha dichiarato il senatore, renziano doc – però senza dubbio questa presa di distanza di Mdp rispetto al governo Gentiloni mi sembra preoccupante. Credo che il presidente del Consiglio sicuramente si farà carico di una verifica politica, credo ce ne sia bisogno”.

Il voto dell’assemblea ha premiato anche il documento del senatore Idea-Fl, Andrea Augello (con 244 voti a favore, 17 contrari e 11 astenuti), dopo la riformulazione richiesta dal governo sul dispositivo, e dopo anche una successiva modifica del primo firmatario, dove scompare la richiesta di “intraprendere tutte le iniziative di propria competenza per individurare e sospendere tutte le gare per le quali l’amministratore delegato il presidente o altri dirigenti siano stati oggetto di “richieste di favori””. E al primo punto si impegna il governo a “garantire, attese le dimissioni di due membri del consiglio di amministrazione della società, che la conseguente procedura statutaria si concluda con il rinnovo degli amministratori e dunque dei vertici di Consip”. Una cortesia che porta altra acqua al mulino, come si è visto dall’esito delle votazioni. Le premesse della mozione Augello, con parere negativo del governo, sono state bocciate (con 106 voti a favore, 156 contrari e 6 astenuti).

ASKANEWS | 20-06-2017 20:42

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