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Continua a bruciare il Vesuvio

Sono 300 le persone impegnate sul vulcano

Napoli, 12 lug. (askanews) – L’emergenza incendi che ieri ha acceso l’attenzione di tutti sul Vesuvio non accenna a fermarsi e oggi coinvolge anche il lato opposto del golfo partenopeo. Fiamme e fumo si ergono dai boschi tra i monti Lattari e il Faito sui rilievi che sovrastano l’area costiera che collega Vico Equense e la penisola sorrentina alla costiera amalfitana. da questa mattina il golfo di Napoli offre uno scenario irreale.

Percorrendo l’autostrada A3 in direzione di Salerno (molti gli operai e i mezzi che si incrociano lungo il percorso intenti a monitorare che nulla accada sulle careggiate) sulla sinistra si continuano a vedere colonne di fumo che salgono intorno alle pendici del Vesuvio. Il fronte non è più così lungo come ieri (quando ha raggiunto i due chilometri) ma c’è ancora. Sulla destra, dal lato opposto del golfo, è facilmente visibile un’altra minacciosa colonna di fumo.

Il problema, segnalano dalla seconda zona colpita, è che i soccorsi ora sono tutti concentrati sull’area del vulcano e che alcune strade di accesso sono interrotte perché interessate da frane.

Da stamattina sono 3 i Canadair del Dipartimento nazionale in azione sul Vesuvio e 300 (tra volontari, personale della Sma Campania, della Protezione civile e dei Vigili del fuoco) gli uomini al lavoro complessivamente tra Ercolano e Ottaviano. La Sala operativa mobile è nell’area di Ercolano pronta a spostarsi sulla base delle necessità. Nelle altre zone della Campania sono operativi 5 elicotteri regionali. Incendi sono stati segnalati nell’isola d’Ischia, a Positano e San Rufo (Salerno). Resta critica la situazione a Montoro (Avellino).

ASKANEWS | 12-07-2017 15:35

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