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Comey conferma: Trump mi chiese di chiudere indagine su Flynn

L'ex direttore Fbi nella testimonianza scritta al Senato

New York, 7 giu. (askanews) – Con una testimonianza scritta inviata al Senato degli Stati Uniti, l’ex direttore dell’Fbi, James Comey, ha confermato tutte le accuse al presidente americano Donald Trump diffuse nelle ultime settimane delle pagine dei giornali. Trump, ha scritto Comey, gli chiese di lasciare cadere l’inchiesta sui rapporti con l’intelligence russa del consigliere per la sicurezza nazionale Micheal Flynn; di dichiarare pubblicamente che il presidente Usa non era indagato. Inoltre Trump gli chiese “fedeltà”. Quello di Comey è un documento potenzialmente esplosivo con cui domani dovranno fare i conti i senatori della commissione Intelligence del Senato, davanti alla quale l’ex direttore dell’Fbi si presenterà per testimoniare.

La descrizione fatta nel documento di sette pagine da Comey è molto dettagliata, cita date, discussioni e telefonate in modo preciso, ma soprattutto per la prima volta mette nero su bianco davanti al Congresso una serie di accuse molto pesanti sul tentativo del presidente di interferire nel lavoro del capo della polizia federale. Trump chiese a Comey di “lasciare correre” in riferimento all’inchiesta su Flynn, e ancora in una telefonata del 30 marzo disse a Comey che cosa si poteva fare per “spazzare via la nuvola”, chiedendo di dire pubblicamente che il presidente americano non era indagato e ricordando che l’inchiesta sui rapporti tra la campagna elettorale di Trump e l’intelligence russa stavano danneggiando la sua capacità di governare. Comey rispose che l’Fbi “stava indagando il più velocemente possibile”.

ASKANEWS | 07-06-2017 21:31

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