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Colpo di scena a Riad, chi è il nuovo principe ereditario

Nominato a sorpresa, ha bruciato le tappe

Roma, 21 giu. (askanews) – A 31 anni Mohammed bin Salman ha raggiunto una tappa importante nella sua ambiziosa scalata al potere: è divenuto il principe ereditario del trono saudita, dopo che il padre, re Salman, ha emesso un decreto che toglie questo titolo al nipote per darlo al figlio.

Il decreto reale odierno ha provocato una certa sorpresa.

Mohammed era numero due nella linea ereditaria, ma gli esperti ne osservavano le mosse perché il giovane principe si era già segnalato come un uomo ambizioso, capace di cumulare potere a un’età insolita per un membro della Casa dei Saud.

“E’ chiaramente brillante, intelligentissimo, gestisce perfettamente i dossier”, rileva un diplomatico occidentale, sottolineando inoltre il fatto che esercita una grande influenza sul padre 81enne.

Dopo essere stato nominato vice-principe ereditario il 29 aprile 2015, il giovane Mohammed è stato il principale artefice dell’intervento saudita in Yemen e l’ispiratore di un vasto programma di riforme economiche nel paese, primo esportatore al mondo di petrolio ma considerato troppo dipendente da questa risorsa.

Tra le altre cose, è stato colui che ha violato un tabù, proponendo di mettere sul mercato il 5 per cento della compagnia petrolifera Aramco e la creazione di un fondo sovrano di 2mila miliardi di dollari (1.777 miliardi di euro), il più grande al mondo.

Nato il 31 agosto 1985, il giovane principe con la barba nera e un’incipiente calvizie, si dice lavori 16 ore al giorno e che la madre l’abbia allevato in maniera molto severa.

Ha la reputazione di riformatore ed è stato incaricato, dopo l’arrivo al trono del padre a gennaio 2015, di responsabilità economiche e militari.

Così ha scalzato l’ex principe ereditario Mohammed bin Nayaf, che ha anche perso il ministero dell’Interno, alla guida del quale è stato apprezzato dagli occidentali i quali l’hanno visto come un bastione contro i gruppi estremistici.

Il nuovo principe ereditario cumula anche i posti di vicepremier, ministro della Difesa, consigliere speciale del re e, soprattutto, presidente del Consiglio degli affari economici e di sviluppo, organo che sovrintende all’Aramco. E’, insomma, colui che detiene la cassaforte della famiglia Saud.

E’ riuscito ad avere “un potere e un’influenza straordinari in pochissimo tempo”, ha notato Frederic Wehrey dell’istituto Carnegie Endowment for International Peace a Washington.

Come ministro della Difesa, Mohammed bin Salman ha sovrinteso alle operazioni militari lanciate in Yemen dal suo paese alla guida dal 2015 di una coalziione araba per combattere contro i ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran.

L’Arabia saudita ha assunto sotto re Salman una politica estera più aggressiva, come dimostra anche la crisi in corso con il vicino Qatar, accusato di sostenere il “terrorismo”.

Roma, 21 giu. (askanews) – Mohammed bin Salman è laureato in diritto alla King Saud University, ha due figli e due figlie e non è un partigiano della poligamie, che è in vigore nel suo paese.

A dicembre 2015 ha tenuto la sua prima conferenza stampa per annunciare la formazione di una “coalizione islamica contro il terrorismo” fotrmata da 39 paesi determinati a combattere contro il jihadismo, in un momento in cui in Occidente l’Arabia saudita era criticata per il suo “lassismo”.

La reputazione del giovane delfino è di essere “aggressivoe ambizioso”, ha dichiarato Bruce Rieder, ex ufficiale della Cia che dirige il Brookings Intelligence Project a washington.

Dal 2009 è consigliere speicale del padre, all’epoca governatore di Riad, per poi dirigere il gabinetto del principe ereditario quando questo ruolo fu assegnato all’attuale re.

Ad aprile 2014 Mohammed bin Salman è diventato segretario di stato e membro del govenro, prima di essere nominato ministro della Difesa e capo del gabinetto reale il 23 gennaio 2015, nello stesso in cui il padre è succeduto a re Abdallah, morto a 90 anni.

ASKANEWS | 21-06-2017 14:08

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