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Chi è la "fonte D" che ha spifferato i legami di Trump con Mosca

Un titolo del "Washington Post" stimola la curiosità

Roma, 30 mar. (askanews) – Il titolo dell’articolo del “Washington Post” stimola la curiosità: “Chi è ‘fonte D’? L’uomo che è dietro alle dichiarazioni più salaci del dossier Trump-Russia”. Si tratta dell’imprenditore bielorusso-americano, Sergei Millian, che a giugno scorso, quando impazzava la campagna elettorale per le presidenziali, aveva rivelato a un suo collega, ma “non in via confidenziale”, che Trump aveva relazioni di lungo corso con responsabili russi, quegli stessi che gli stavano fornendo le informazioni per danneggiare Hillary Clinton. Millian disse, in quell’occasione, che le informazioni date all’allora candidato erano state “molto utili”.

Lo stesso collega aveva poi fornito le informazioni all’ex agente dei servizi britannici che era stato a sua volta assoldato dagli avversari politici del candidato repubblicano per ottenere notizie delle relazioni del miliardario con la Russia.

Le informazioni rilevate da Millian sono state centrali nel dossier compilato dall’ex spia Christopher Steele e anche se non sono state ufficialmente verificate, sono state corroborate da altre fonti, tra cui il governo russo ed ex membri dell’intelligence, scrive il WP. La rivelazione più scabrosa sarebbe stata quella data da Millian sul pagamento di prostitute da parte di Trump al Ritz-Carlton di Mosca e che il Cremlino aveva tenuto prove dell’incontro.

“Voglio dire che non ho informazioni compromettenti, né in Russia, né negli Stati Uniti” su Trump, ha detto a fine gennaio su una tv russa Millian per cercare di scagionarsi.

Alcuni descrivono Millian, che ha studiato a Minsk e poi ha creato la Camera di Commercio russo-americana dopo l’arrivo negli Usa, come “un opportunista”, uno “furbo, divertente” ma “che parla sempre”. Il vero nome di Millian, nominato nel dossier sia come “fonte D” si come “fonte E”, è Siarhei Kukuts, ma è stato cambiato da lui stesso per qualcosa che sembrasse più elegante.

Millian ha spiegato di averlo modificato in onore della nonna che si chiamava Millianovich. Un altro conoscente ha sottolineato che Millian esagera le relazioni con Trump e che “è un pesce troppo piccolo per aver a che fare con i russi”.

ASKANEWS | 30-03-2017 11:47

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