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Caso Macchi, testimone: lettera di Binda

Patrizia Bianchi conferma in aula: 'Riconosciuta la sua grafia'

(ANSA) – VARESE, 7 LUG – Patrizia Bianchi, uno dei testimoni chiave nel processo a carico di Stefano Binda, accusato di aver ucciso la studentessa di Varese Lidia Macchi nel gennaio 1987, ha confermato in aula di aver riconosciuto, quando erano già trascorsi anni dal delitto, la scrittura dell’imputato nel componimento anonimo ‘In morte di un’amica’ inviato alla famiglia della vittima il giorno dei funerali. Una lettera che, secondo le accuse, sarebbe stata scritta da Binda dopo l’omicidio e conterrebbe particolari che solo l’assassino poteva conoscere.

La testimone, all’epoca amica di Binda e di Lidia Macchi, come loro vicina a Comunione e Liberazione, oggi è stata ascoltata nel corso dell’udienza del processo davanti alla Corte d’Assise di Varese. Ha spiegato di aver avuto già in passato “sospetti” su Binda, che si sono concretizzati quando, in seguito alle nuove indagini coordinate dal sostituto pg di Milano Carmen Manfredda, il componimento anonimo è stato mostrato da tv e quotidiani.

ANSA | 07-07-2017 21:52

68df62da3442343b7abacf5a45977fa5.jpg Fonte foto: ANSA
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