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Cantone: la trasparenza fatica ancora a essere realmente accettata

Quella del 2016 "riforma epocale"

Roma, 6 lug. (askanews) – Quella del 2016 sulla trasparenza è stata una “riforma epocale” ma “la trasparenza, al di là delle proclamazioni di principio, fatica a essere realmente accettata”: lo ha detto il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, presentando alla Camera la relazione annuale 2016.

Cantone ha infatti ripercorso le delibere attuative dell’Autorità del decreto legislativo 97, ricordando che una norma del decreto legislativo sulle forme diffuse di accountability ha suscitato una “rivolta” tale da parte della dirigenza, e ricorsi, tanto da portare l’Anac a sospendere l’efficacia delle relative linee guida.

Cantone, presentando la relazione ha infatti dedicato un passaggio importante al tema della trasparenza, “oggetto nel 2016 di un intervento normativo epocale (il decreto legislativo 97 del 2016) per trasformare l’amministrazione in una ‘casa di vetro'”.

Per il presidente Anac “la riforma ha opportunamente semplificato gli obblighi di pubblicazione ma soprattutto ha ampliato il novero degli enti e dei soggetti tenuti ad applicare la normativa (ricomprendendo ad esempio le società in controllo pubblico e parificando i dirigenti statali ai titolari delle cariche di indirizzo politico) e introdotto l’accesso civico generalizzato, una nuova frontiera che consente la (quasi) piena libertà di accedere a dati, documenti e informazioni da parte di chiunque e senza necessità di motivazione”.

Dal canto suo “l’Autorità sta profondendo il massimo impegno per rendere operativa questa riforma, da un lato collaborando attivamente con il ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione (che ha opportunamente emanato una importante circolare esplicativa) e dall’altro adottando, previa consultazione, tre atti di regolazione, mentre un quarto, sulle società pubbliche, è in fase di definizione dopo il parere reso dal Consiglio di Stato”.

Con la delibera 1310 del 2016 sono state infatti date indicazioni sull’ambito soggettivo dei nuovi obblighi di pubblicità, sull’integrazione del Piano della trasparenza in quello anticorruzione e sulla conseguente concentrazione dei compiti in capo al Responsabile della prevenzione della corruzione. Con la delibera 1309, d’intesa con il Garante della protezione dei dati personali, sono state adottate le linee guida (previste dal decreto 97) per la definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico generalizzato. Ed è stato “un lavoro molto complesso, frutto di un confronto con la stessa Autorità per la privacy, la Conferenza unificata e i tanti soggetti che hanno partecipato alla consultazione pubblica”, che, “lungi dall’essere definitivo”, “costituisce una prima individuazione delle esclusioni e dei limiti all’accesso generalizzato, con la possibilità di un aggiornamento entro un anno anche a seguito del monitoraggio sugli effettivi accessi, che dovranno essere appositamente registrati”.

ASKANEWS | 06-07-2017 12:39

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