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Camion sui pedoni a Stoccolma: 4 morti, 12 feriti e un arresto

Il premier svedese: "Siamo stati attaccati"

Roma, 7 apr. (askanews) – E’ di quattro morti e 12 feriti il bilancio ufficiale dell’attentato compiuto oggi a Stoccolma: lo ha annunciato la polizia locale, spiegando che una persona è stata arrestata. Un uomo a bordo di un camion si è scagliato contro i passanti nella centralissima via Drottninggatan, in una zona pedonale dedicata allo shopping. A caldo il premier svedese Stefan Löfven ha dichiarato: “La Svezia è stata attaccata. Tutto lascia pensare che sia un’azione terroristica”. Il camion era stato sequestrato poco prima.

“Posso confermare che quattro persone sono morte e 12 sono rimaste ferite”, ha dichiarato un portavoce della polizia, aggiungendo che una persona è stata arrestata. Il funzionario non ha fornito dettagli sull’identità dell’uomo fermato.

Il camion era di proprietà della fabbrica di birra Spendrups, che ha spiegato che il camion è stato sequestato durante una consegna presso il ristorante Caliente situato non lontano dal luogo del’attacco. Secondo quanto riferisce il quotidiano Aftonbladet, il camion, che trasportava barili di birra Spendrups, sarebbe stato rubato pochi secondi prima dell’attacco. L’autista è stato colpito quando ha cercato di fermare l’uomo che gli stava rubando la vettura.

Parlando al quotidiano l’addetto stampa della Spendrups Mårten Lyth spiega che l’autista si stava accingendo a scaricare alcuni barili di birra quando un uomo mascherato ha fatto per saltare a bordo del camion. L’autista ha cercato di fermarlo ma è stato colpito. Quindi questi ha messo in moto.

Moltissime le reazioni internazionali, da quella del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, a quella di Vladimir Putin che nel suo messaggio al re di Svezia ha ricordato il recente attentato di San Pietroburgo. Dall’Italia il premier Paolo Gentiloni ha scritto su twitter: “Con il cuore e la mente a Stoccolma colpita dal terrorismo. Il Governo e il popolo svedese hanno oggi più che mai la nostra amicizia”.

Quello di oggi a Stoccolma è solo l’ultimo di una ormai lunga serie di attentati compiuti con un mezzo – un camion o un auto – usato come vera e propria arma. Il – 22 marzo 2017 a Londra: un britannico convertito all’Islam, Khalid Masood, ha lanciato la sua vettura contro la folla sul ponte di Westminster, facendo in totale quattro morti e una cinquantina di feriti.

Nel maggio 2013, sempre a Londra, due londinesi di origine nigeriana investono con un’auto il soldato Lee Rigby, prima di accoltellarlo. In un video girato subito prima dell’aggressione, uno dei due attentatori ha dichiarato di voler vendicare “i musulmani uccisi da soldati britannici”.

Il 19 dicembre 2016 a Berlino un tunisino, Anis Amri, lancia il suo camion contro la folla in un mercatino di Natale nella capitale tedesca, facendo 12 morti e 48 feriti. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis.

Il 14 luglio 2016, Nizza: un camion, guidato da un tunisino, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, viene lanciato contro la folla la sera della festa nazionale francese: 86 persone restano uccise, più di 400 ferite. L’attentato è stato rivendicato dall’Isis.

Il primo gennaio 2016, Valence: un francese di origine tunisina si lancia con la sua vettura contro quattro soldati di guardia a una moschea di questa città del Sud-Est della Francia.

Il 21 dicembre 2014, a Dijon: un automobilista lancia deliberatamente la sua auto contro dei passanti, ferendo 13 persone al grido di Allah Akbar. La procura non ritiene si sia trattato di un atto terroristico: l’aggressore ha mostrato gravi problemi psichiatrici.

Nell’ottobre 2014, a Montreal, un canadese di 25 anni, convertito di recente alle tesi jihadiste, lancia la sua vettura contro tre militari, uccidendone uno e ferendone un altro. Circondato dalla polizia dopo un inseguimento, l’aggressore ha abbandonato la sua auto, coltello in mano, prima di essere ucciso.

ASKANEWS | 07-04-2017 21:07

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