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Botte e insulti ai bimbi in un nido a Roma, 2 arrestati

Video incastrano i gestori della struttura al Pigneto

Roma, 13 giu. (askanews) – Insulti, offese razziste e turpiloquio a sfondo sessuale, umiliazioni e botte ai bambini in un asilo nido di Roma, quartiere Pigneto. Per queste accuse sono stati arrestati dalla polizia i due gestori, fratello e sorella, incastrati da video e intercettazioni ambientali. Dopo diversi mesi di indagine, gli agenti della polizia di Stato della Polaria di Fiumicino hanno arrestato un 30enne, e la sorella 40enne, gestori di un asilo nido al Pigneto, frequentato da 16 bambini di età compresa tra i cinque mesi e i tre anni. Un asilo privato al terzo piano di un palazzo, che al di là dell’apparenza, vantava anche un insegnante di musica, è risultato anche completamente privo delle necessarie autorizzazioni, all’insaputa dei genitori, che pagavano 320 euro al mese per ogni bambino. Solo la donna risulta avere alcuni attestati di educatrice ma l’asilo era stato messo su senza autorizzazione.

I poliziotti, dopo aver raccolto la segnalazione di un genitore, allarmato dal repentino cambiamento nel comportamento del loro bimbo, hanno avviato una complessa attività investigativa, anche con intercettazioni audio e riprese video, che “ha consentito loro di appurare come, nella struttura, frequentata da 16 bambini di età compresa tra i cinque mesi ed i tre anni, si consumassero reiterati episodi di maltrattamento”, ha sottolineato la polizia, spiegando che i bambini “erano esposti a continue umiliazioni, subendo anche maltrattamenti”.

Gli arrestati infatti secondo la ricostruzione degli investigatori corroborata dai video e dalle intercettazioni ambientali raccolte “erano soliti apostrofare i minori con insulti anche a sfondo razziale, utilizzando sistematicamente riferimenti sessuali sempre espressi in modo volgare ed osceno”, e “non sono mancati anche episodi di violenza fisica, durante i quali i bimbi venivano picchiati o lanciati in terra spesso perché responsabili di un pianto accorato”.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Roma Claudia Alberti che, accogliendo la tesi investigativa, ha disposto puntuali accertamenti che hanno consentito di offrire al Gip di Roma, Vilma Passamonti, “un quadro accusatorio di rilevante gravità”.

L’arresto e l’intervento della polizia, con la partecipazione della Asl per gli aspetti di specifica competenza, “si è reso necessario proprio per impedire un protrarsi della esposizione dei minori alle violenze psico-fisiche”. Ai bambini e ai loro genitori è stato assicurato un servizio di consulenza medico specialistico per l’assistenza post-traumatica. I due fratelli arrestati sono stati portati in carcere, lui a Regina Coeli, lei a Rebibbia.

ASKANEWS | 13-06-2017 15:36

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