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Barnier: il conto della Brexit non è una "punizione" per Londra

Capo negoziatore Ue presenta il suo mandato

Bruxelles, 3 mag. (askanews) – Il conto che Londra dovrà saldare per il divorzio dall’Unione europea non rappresenta una “punizione”. Lo ha ribadito il capo negoziatore dell’Unione per la Brexit Michel Barnier presentando il suo mandato negoziale varato quest’oggi dalla Commissione. “Non c’è punizione, non c’è un conto da pagare per la Brexit, la questione finanziaria riguarda solo la sistemazione dei conti” ha detto Barnier, dopo che oggi il Financial Times ha scritto che la Ue potrebbe chiedere al governo britannico di versare fino a 100 miliardi di euro lordi destinati a scendere nel tempo, tra rimborsi di prestiti Ue e sussidi dal bilancio Ue, a 55-75 miliardi netti.

Finora la cifra circolata e secondo il quotidiano informalmente confermata nei colloqui con gli Stati membri dallo stesso Barnier era di 60 miliardi lordi, 40 netti.

L’approccio più conservativo individuato da Bruxelles, scrive ancora Ft, tiene conto dei sussidi agricoli 2019-2020 voluti da Parigi e Varsavia, circa 10-15 miliardi, del diniego di Berlino a lasciare a Londra la sua quota degli edifici comunitari e riflette un approccio più duro sulla Brexit promosso nelle ultime settimane da molti Paesi dei Ventisette. Il ministro britannico per la Brexit David Davis ha commentato le indiscrezioni dicendo che Londra “pagherà il dovuto e non quello che vuole la Ue”: “non pagheremo 100 miliardi” ha detto. Il ministro ha aggiunto che finora il governo “non ha visto nessuna cifra” e che l’unione “sta giocando duro”.

ASKANEWS | 03-05-2017 12:04

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