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Amianto alla Breda-Ansaldo, tutti assolti gli ex manager imputati

La protesta dai parenti delle vittime: "È giustizia di classe"

Milano, 15 giu. (askanews) – Tutti assolti. Si è chiuso così il processo milanese a carico di 8 ex dirigenti dello stabilimento Breda Ansaldo di Sesto San Giovanni imputati per la morte di 12 operai che avevano lavorato nella fabbrica tra l’inizio degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta. Morti dovute a patologie come mesiotelioma pleurico o tumori polmonari e dunque provocate, secondo l’accusa, dalla massiccia presenza di amianto nello stabilimento. Da qui la richiesta del pm Nicola Balice di condannare tutti gli imputati (vale a dire i componenti del consiglio di amministrazione del gruppo e l’ex direttore di produzione della fabbrica di Sesto San Giovanni, tutti i carica nel periodo compreso tra il 1973 e il 1985 e accusati a vario titolo di omicidio colposo e lesioni) a pene comprese tra i 4 anni e 11 mesi e i 2 anni di carcere. I giudici della nona sezione penali di Milano li hanno invece tutti assolti, pronunciando una sentenza di proscioglimento per i tre imputati (all’inizio sotto processo c’erano 11 persone) deceduti nel corso del dibattimento.

La lettura della sentenza è stata accolta dai familiari delle vittime e dai rappresentanti delle associazioni a difesa dei morti di amianto con dure proteste: “Vergognatevi, ancora un’ingiustizia”, ha urlato un uomo rivolto ai giudici. In aula è stato anche esposto uno striscione bianco con una scritta rossa: “Per ricordare tutti i lavoratori uccisi in nome del profitto”.

Presente in aula anche Michele Michelino, portavoce del comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro: “Questa – si è sfogato – è giustizia di classe. La legge è uguale solo per chi ha i soldi. Al Tribunale di Milano le vittime pagano e gli assassini restano impuniti. Chi muore per l’amianto può continuare a morire, tanto nessuno pagherà mai”.

ASKANEWS | 15-06-2017 13:39

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