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Al Senato il dl sui vaccini obbligatori già ne perde 2

Rispetto ai 12 previsti

Roma, 3 lug. (askanews) – “Obbligatorietà per l’esavalente e, per il vaccino anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella, l’obbligatorietà sarà per 3 anni fino al raggiungimento della copertura vaccinale di sicurezza, passati i 3 anni si rivaluterà sulla base del monitoraggio degli esiti. I vaccini contro il meningococco b e c ritornano raccomandati e gratuiti all’interno del Piano vaccinale nazionale”. E’ questo l’emendamento al dl vaccini presentato al Senato dalla Presidente della Commissione Igiene e Sanità, Emilia Grazia De Biasi che si è augurata “possa avere il più largo consenso”. Un passo indietro notevole che riduce a 10 i vaccini obbligatori rispetto ai 12 previsti dal dl e caldeggiati da medici e società scientifiche.

La Commissione si riunirà di nuovo domani per proseguire l’esame del Decreto vaccini. E secondo De Biasi, le modifiche proposte sono “una soluzione che innova e che, associata alle altre proposte tra cui il rafforzamento della farmacovigilanza e l’istituzione dell’anagrafe vaccinale, rappresenta un elemento di sicurezza per la salute dei minori e di tranquillità per le famiglie e da un impulso di lavoro al Ssn in tutte le sue articolazioni a partire dalle Regioni”. Di tutt’altro parere le istituzioni sanitarie, cui il ministro Lorenzin si è rivolta per un parere sulla questione: “Qualsiasi incremento della copertura vaccinale è un successo di sanità pubblica – ha ribadito oggi il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi -.Abbiamo sottolineato ripetutamente che le vaccinazioni che dovrebbero essere somministrate a tutti gli italiani sono 13. Va aggiunta cioè anche l’anti pneumicoccica”. No allo “stralcio” del vaccino contro la meningite, ha aggiunto, “perché in questo modo proteggiamo tutti cittadini ma soprattutto i bambini praticamente dal 95% delle meningiti. Questo è il nostro parere. Eticamente, scientificamente se abbiamo un vaccino disponibile lo dobbiamo somministrare”.

“La resistenza ai vaccini è una battaglia fatta su posizioni non solo di retroguardia dal punto di vista scientifico ma anche dal punto di vista dell’analisi del contesto”. E’ tornata a ripetere il ministro Lorenzin che di fronte alle scelte del Senato alza le mani: “Io mi assumo le mie responsabilità. I senatori si assumano la responsabilità di scegliere se vogliono un vaccino in più o due in meno. Questa è una responsabilità molto grande che si deve prendere in scienza e coscienza. Per quanto mi riguarda io la prendo solo in scienza”.

“Noi abbiamo fatto una lista dei vaccini – ha ricordato Lorenzin – e non è stata certamente redatta da me con criteri politici, ma mi è stata data dalle autorità sanitarie. Quindi quando il provvedimento è andato al Senato ho detto che ero pronta a qualsiasi tipo di cambiamento e miglioramento per quanto riguardava gli aspetti politici. Sugli aspetti tecnici non posso certo fare una mediazione politica. Sono le autorità sanitarie che mi devono dire se si può fare o non si può fare”.

“Quella contro i vaccini – ha sottolineato – è una battaglia totalmente anacronistica. Bisogna – ha ribadito – fare prevenzione e i vaccini sono il primo strumento che abbiamo”.

ASKANEWS | 03-07-2017 21:12

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