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Ad aprile quintuplicati i casi di morbillo

Dall'inizio dell'anno in 1920 hanno contratto l'infezione

Roma, 4 mag. (askanews) – Sono 1.920 i casi di morbillo registrati in Italia dall’inizio dell’anno. Lo evidenzia l’ultimo bollettino settimanale emesso dal Sistema di Sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia dell’Iss e del Ministero della Salute. 385 i contagi nel mese di aprile, cinque volte più dello stesso mese nel 2016. 29 contagi solo nell’ultima settimana.

Numeri che costringono a mantenere alta l’attenzione se si considera che nell’intero 2016 i contagi erano stati circa 800.

Per avere un’idea della gravità della situazione basta dare un’occhiata ai numeri dei Paesi che in Europa hanno i tassi di incidenza più alti: 365 casi in Germania nell’ultimo anno, 145 in Polonia, 126 in Francia, 105 in Svizzera, 92 in Belgio, 89 in Austria.

Ad ammalarsi nel nostro Paese – che per tasso di incidenza è secondo solo alla Romania con le sue oltre 2700 infezioni – sono soprattutto giovani adulti: l’età media è 27 anni. Quasi tutte le Regioni hanno segnalato casi, ma il 92% proviene da Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. Nell’88% dei casi i pazienti non sono vaccinati.

Ma il morbillo non va sottovalutato, soprattutto da adulti: il 34% dei casi segnalati quest’anno ha avuto almeno una complicanza, il 40% è stato ricoverato, il 15% è stato costretto a rivolgersi al pronto soccorso. E si contano da inizio 2017 ben 176 casi tra gli operatori sanitari.

Fra le complicanze, la più ricorrente è stata la diarrea, ma sono stati segnalati anche stomatite, cheratocongiuntivite, polmonite (10,3% dei casi), epatite (9,3%), insufficienza respiratoria (9%). E più raramente trombocitopenia, convulsioni, encefalite.

Il ministro della salute Lorenzin è tornata a puntare il dito contro la diffidenza nei confronti dei vaccini: “sono sicuri e salvano vite”, ha detto, esortando le Regioni ad applicare il nuovo Piano Vaccinale Nazionale.

Nonostante sia disponibile un vaccino sicuro ed efficace, il morbillo, evidenzia l’Oms, resta una delle principali cause di morte tra i bambini.

ASKANEWS | 04-05-2017 18:40

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