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A che punto è la caccia a "Igor"

La paura sale

Molinella, 11 apr. (askanews) – Sono trascorsi tre lunghissimi giorni dall’ultimo contatto, ma di Igor Vaclavic, alias Ezechiele Norbert Feher, ancora non c’è traccia. Dalla caserma dei carabinieri di Molinella, punto di appoggio per circa un migliaio tra Cacciatori “Calabria”, “Tuscania”, Gis e tiratori scelti, il pm Marco Forte non fa trapelare alcuna notizia sull’avanzamento delle indagini sul killer che ha freddato il barista di Budrio, Davide Fabbri, la sera dell’1 aprile e, una settimana dopo, la guardia ambientale volontaria Valerio Verri. Dopo aver ferito la stessa sera un’altra guardia, l’uomo a cui si dà la caccia da oltre dieci giorni ha abbandonato l’auto lungo l’argine di un fiume a Molinella ed è scappato a piedi per la campagna.

E’ il sindaco Dario Mantovani, assieme al collega del comune di Argenta nel ferrarese, Antonio Fiorentini, a lanciare un appello in serata dopo un summit con alcuni amministratori: “E’ consigliata prudenza e soprattutto è fatto divieto diffondere notizia non supportate che possano creare pericolo come purtroppo si è già verificato”. La comunicazione si è resa probabilmente necessaria dopo le numerose, troppe, telefonate arrivate al comando dei carabinieri di sedicenti testimoni. “Del resto cosa dobbiamo fare? Non si parla d’altro tutto il giorno – spiega la titolare di un bar a fianco del municipio -. Ogni tanto qualcuno tenta di sdrammatizzare, ma abitiamo quasi tutti i abitazioni in aperta campagna, spesso isolate tra loro, e alla sera quando rincasiamo la paura sale”.

Le strade e i casolari sono battuti a tappeto da domenica mattina; da oggi anche con i droni si cerca di raggiungere il territorio più impervio e i capannoni diroccati; gli elicotteri continuano a mappare il territorio dall’alto; i cani molecolari cercano tracce dell’uomo che sulla sua auto (un Fiorino) ha lasciato alcuni indumenti, un mozzicone di sigaretta e forse anche una traccia di sangue per una ferita dovuta allo scontro a fuoco con le due guardie ambientali. Ai Ris di Parma sono stati chiesti accertamenti urgenti su quei reperti da confrontare con le tracce di sangue trovate davanti al bar di Budrio: solo il risultato degli esami dirà una volta per tutte se il sedicente “Igor il Russo” (come è stato chiamato per giorni) alias Ezechiele, è l’autore del duplice reato.

“Nessuna realtà pubblica o privata ha ricevuto indicazioni di sospendere le proprie attività – ha ribadito il sindaco Mantovani -. Qualora ci fossero sviluppi nulla vicenda saremo immediatamente informati e ve ne daremo immediatamente notizia”.

E le campagne bolognesi cominciano ad illuminarsi dei lampeggianti dei carabinieri che per un’altra notte fermeranno ogni veicolo di passaggio, per i controlli d’obbligo.

ASKANEWS | 11-04-2017 21:25

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