Ameba mangia-cervello, allarme degli scienziati per il caldo: i sintomi della Naegleria fowleri, come si cura
L'ameba mangia-cervello ora fa paura negli Stati Uniti: ecco quali sono i sintomi della Naegleria fowleri che portano alla meningoencefalite amebica primaria
Con l’aumento delle temperature, gli scienziati lanciano un allarme per la salute pubblica: la Naegleria fowleri, conosciuta come ameba mangia-cervello, sta proliferando in maniera preoccupante.
- Naegleria fowleri, l'ameba mangia-cervello
- Il rapporto con il cambiamento climatico
- Prevenzione e sintomi
Naegleria fowleri, l’ameba mangia-cervello
Come riporta virgilio.it, questo organismo unicellulare vive principalmente in ambienti di acqua dolce calda come laghi, fiumi, sorgenti termali e piscine non trattate adeguatamente.
Può entrare nel corpo attraverso il naso, raggiungere il cervello e distruggerne i tessuti, causando una malattia altamente letale chiamata meningoencefalite amebica primaria.
Fonte foto: Getty Images
La Naegleria fowleri vive principalmente in ambienti di acqua dolce calda
Tra il 1962 e il 2020, solo 4 delle 151 persone infettate negli Stati Uniti sono sopravvissute.
Il rapporto con il cambiamento climatico
La diffusione della Naegleria fowleri è favorita dal cambiamento climatico. Studi condotti da Leigha Stahl dell’Università dell’Alabama evidenziano come l’aumento delle temperature estive stia portando l’ameba in nuove aree, precedentemente non colpite, come il Nord e l’Ovest degli Stati Uniti.
Stahl ha scoperto che l’ameba può prosperare in acque con temperature che vanno da 26 °C a 46 °C e resistere a diversi livelli di acidità.
Le tempeste più frequenti e intense, anch’esse legate al cambiamento climatico, contribuiscono ulteriormente alla diffusione dell’ameba. Trasportano infatti materia organica nei bacini di acqua dolce, nutrendo e favorendo la crescita delle amebe.
Prevenzione e sintomi
La meningoencefalite amebica primaria (Pam), causata dall’infezione da Naegleria fowleri, è una malattia cerebrale devastante. I primi sintomi, simili alla meningite batterica, includono mal di testa, febbre, nausea e vomito, emergendo tipicamente entro 5 giorni dall’infezione.
Tuttavia, l’intervallo può variare da 1 a 12 giorni. Con il progredire della malattia, compaiono sintomi più gravi come rigidità del collo, confusione, convulsioni, allucinazioni e coma. La progressione è rapida e solitamente letale entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma può variare da 1 a 18 giorni.
Per evitare l’infezione, gli esperti raccomandano di evitare di nuotare in acque dolci troppo calde e di utilizzare clip nasali per impedire all’acqua di entrare nel naso.
È anche fondamentale mantenere piscine e vasche idromassaggio adeguatamente trattate con cloro e altri disinfettanti, e assicurarsi che l’acqua di pozzi o di rubinetto sia filtrata e disinfettata.
A inizio luglio l’ameba mangia-cervello ha causato la morte di un 14enne indiano.
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