,,

Allarme zecche: cosa fare e cosa non fare se si viene morsi, quali malattie causano, come prevenire l'attacco

Le zecche sono fastidiosi parassiti che in alcuni casi possono essere molto pericolosi per gli animali e l'uomo. Ecco cosa sapere per difendersi

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Con l’avvicinarsi della stagione estiva e il progressivo aumento delle temperature, torna anche l’incubo delle zecche. Quest’anno la loro proliferazione sembra essere stata particolarmente intensa, col risultato che diventa sempre più alto il rischio di essere punti.

Cosa sono le zecche

Le zecche sono parassiti dalle dimensioni variabili, da qualche millimetro fino a 1 centimetro, dotati di un apparato boccale in grado di penetrare la pelle e succhiare il sangue degli organismi a cui si attaccano per trarne nutrimento. Solitamente mordono gli animali ma non è raro che finiscano nel mirino anche persone.

Il pasto di una zecca può durare da ore fino a diversi giorni addirittura, a seconda dello stadio. Durante questo periodo restano attaccate all’ospite e ne succhiano il sangue, dopodiché si staccano spontaneamente a meno che non vengano rimosse.

L’habitat preferito delle zecche è rappresentato da luoghi erbosi e ricchi di vegetazione. Le zecche infatti non sono in grado di volare o saltare, ma restano in attesa su piante e arbusti per poi aggrapparsi a un animale di passaggio.

Come accorgersi del morso

Non sempre ci si accorge subito della puntura in quanto è indolore, grazie a una certa quantità di saliva che contiene principi anestetici e che iniettano nell’ospite. L’unico modo per rendersene conto è notare la zecca, che fortunatamente è abbastanza visibile.

La puntura di zecca non è di per sé pericolosa per l’uomo, ma il rischio è invece costituito dalle molte malattie che l’insetto può portare. Il portale EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità riporta tutte le informazioni essenziali per quanto riguarda le patologie, i rischi, la prevenzione, cosa fare se si viene morsi da una zecca.

zeccheFonte foto: 123rf

Le malattie causate dal morso di zecca

Le patologie infettive veicolate da zecche con rilevanza epidemiologica nel nostro Paese sono le seguenti:

  • l’encefalite da zecca o Tbe (trasmessa principalmente dalla zecca dei boschi);
  • la malattia di Lyme (trasmessa principalmente dalla zecca dei boschi);
  • la rickettsiosi (trasmessa principalmente dalla zecca del cane);
  • la febbre ricorrente da zecche;
  • la tularemia;
  • la meningoencefalite da zecche;
  • l’ehrlichiosi.

Per la maggior parte di queste malattie la diagnosi avviene sul piano clinico, ma una terapia antibiotica nelle fasi iniziali può essere risolutiva per le infezioni causate da batteri. Fino al 5% dei casi e in soggetti anziani o bambini queste infezioni comportano rischi mortali.

Come prevenire l’attacco della zecca

Le raccomandazioni dell’Iss per prevenire il rischio di essere morsi dalle zecche sono le seguenti:

  • indossare abiti chiari (perché rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello;
  • evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta;
  • al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi;
  • trattare sempre gli animali domestici (cani) con appositi prodotti contro le zecche, soprattutto a ridosso di una escursione;
  • controllare, scuotere ed eventualmente spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni per poi lavarli.

Si consiglia anche l’uso di repellenti per insetti a base di DEET o N-dietiltoluamide e Icaridina o KBR3023 per scoraggiare l’attacco delle zecche.

Come rimuovere la zecca

Un aspetto particolarmente rilevante, in caso di morso di zecca, riguarda la rimozione della stessa. Più tempo il parassita resta attaccato all’ospite, più è probabile che una eventuale patologia venga trasmessa, in quanto dopo alcune ore la zecca rigurgita parte del pasto e quindi eventuali agenti patogeni.

Cosa non fare

Ci sono alcune operazioni che è opportuno fare e altre che invece non vanno fatte, per rimuovere la zecca. Ecco cosa NON fare, secondo l’Iss: non utilizzare mai per rimuovere la zecca alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette; poiché la sofferenza indotta potrebbe provocare il rigurgito di materiale infetto e un ulteriore affondamento del parassita nella pelle dell’ospite.

Cosa fare

Ecco invece cosa fare:

  • la zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione;
  • durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare di riversare nell’ospite eventuali agenti patogeni;
  • dopo la rimozione della zecca, disinfettare la zona, evitando l’utilizzo di disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio;
  • evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate;
  • spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile o con pinzette a punte sottili adeguatamente sterilizzate;
  • è consigliabile conservare la zecca in una boccetta con alcol al 70% per una successiva identificazione morfologica ed eventuale isolamento di patogeni, in caso di comparsa di sintomi per poter ricevere cure mirate e medicine specifiche. In caso di malattia, informare quanto prima il medico della data e della località in cui si è venuti a contatto con la zecca;
  • dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica;
  • rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

Secondo quanto spiega l’Iss, la somministrazione di antibiotici per uso sistemico nel periodo di osservazione è sconsigliata, perché può mascherare eventuali segni di malattia e rendere più complicata la diagnosi. Nel caso sia invece necessario, per altre ragioni, un trattamento antibiotico, è opportuno utilizzare farmaci con dimostrata efficacia nel trattamento di rickettsiosi e borreliosi.

zecca Fonte foto: 123rf
,,,,,,,,