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Allarme a Roma per una tempesta di sabbia del Sahara, preoccupa il Pm10: "Rischi per la salute, non uscire"

È allarme a Roma e in alcune zone del Lazio per l’arrivo di una tempesta di sabbia del Sahara, con l’Arpa preoccupata per la concentrazione di Pm10

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A fine marzo un’ordinanza del Campidoglio aveva fatto scattare le misure antismog a causa di polvere e sabbia provenienti dal Sahara, che avevano fatto aumentare la concentrazione di particolato Pm10: torna ora l’allarme, in previsione dell’arrivo di una nuova tempesta dal deserto africano.

La tempesta di Sabbia del Sahara

È previsto in questi giorni, a partire da oggi – lunedì 20 maggio 2024 – il passaggio su Roma e buona parte della provincia di Latina, dell’area Sud del litorale romano e della zona tra Laurentino, Eur e Ostia, di una tempesta di sabbia proveniente dal deserto del Sahara.

La tempesta, simile a quella che già ha colpito la Capitale durante lo scorso periodo pasquale, secondo le previsioni porterà delle precipitazioni di sabbia che supereranno i mille microgrammi per metro quadrato.


Un post dell’Arpa, che evidenzia i recenti superamenti della concentrazione di Pm10 oltre i limiti di legge: è prevista in questi giorni una tempesta di sabbia del Sahara su Roma che potrebbe peggiorare la qualità dell’aria

Una quantità di pulviscolo particolarmente elevata, che ha portato l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) del Lazio a dirsi molto preoccupata per la concentrazione di particolato Pm10 causato dalle polveri.

Preoccupazione per la concentrazione di Pm10

Già con la scorsa tempesta, il 29 marzo scorso il Campidoglio aveva emesso un’ordinanza con la quale aveva prorogato dal 1 aprile al 31 ottobre 2024 il divieto di circolazione per i veicoli più inquinanti nell’area coincidente con la nuova ZTL “Fascia Verde”.

Nonostante ciò, il passaggio della tempesta potrebbe peggiorare ulteriormente la qualità dell’aria su Roma e nelle zone a sud del Lazio, con la concentrazione di Pm10 che potrebbe portare un’aria scadente su buona parte del territorio, che l’Arpa ha già definito “pessima”.

Ma, come detto al Messaggero dal fondatore di Meteo Lazio e componente di Ampro (Associazione Meteo Professionisti), Gabriele Serafini, quanto sta accadendo è “un fenomeno abbastanza ricorrente in primavera, quando l’atmosfera a queste latitudini inizia a subire mutamenti a causa del passaggio di stagione”.

Le raccomandazioni e le previsioni

Molti esperti però, come lo pneumologo del policlinico Gemelli e segretario del gruppo di studi sulla Bpco della Sip (Società italiana di pneumologia), Francesco Lombardi, raccomandano agli asmatici, a chi soffre di bronchite cronica ostruttiva e, in generale, ai più fragili, l’utilizzo delle “mascherine Ffp2 e che fanno da filtro”, oltre a “evitare di uscire quando ci sono le maggiori concentrazioni di polveri e di inquinanti”.

“Siamo già abbastanza esposti a un particolato inorganico, basato principalmente sull’inquinamento da combustioni – continua poi Lombardi – Avere più polveri sottili vuol dire esporre di più le vie alte respiratorie […] Le Pm10 possono causare irritazioni, faringiti, tracheiti”.

Stando alle previsioni dei meteorologi però, le polveri derivanti dalle tempeste del Sahara diminuiranno nelle prossime settimane.

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