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Allarme Venezia: Conte promette primi fondi, l'annuncio sul Mose

Il sindaco Luigi Brugnaro ha riferito: "Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro"

La città di Venezia ha riportato ingenti danni dopo l’eccezionale marea di martedì sera, in seguito alla quale l’acqua alta è arrivata a un livello record di 187 centimetri. Il sindaco Luigi Brugnaro ha scritto su Twitter: “Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole. Siamo qui con il Patriarca Moraglia per portare il nostro sostegno ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova”.

Riunione tecnica, Conte e De Micheli a Venezia

Il premier Giuseppe Conte è arrivato a Venezia per una riunione tecnica nella Centrale operativa comunale accompagnato dal ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli. Conte ha incontrato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il comandante dei vigili del fuoco Fabio Dattilo e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

“Non siamo in grado di quantificare i danni”, ha spiegato Conte. Ci sarà “un Consiglio dei Ministri tecnico, molto limitato, che sicuramente prenderà in carico la richiesta di stato di emergenza del presidente Luca Zaia. Allo stato attuale non ci sono ragioni per negare lo stato di emergenza e stanziare i primi fondi“, ha dichiarato il presidente del Consiglio a margine della riunione operativa.

“Come avviene sempre dopo un’emergenza, prima ci sarà un’istruttoria tecnica e successivamente verranno ristorati i danni, anche ai privati“, ha aggiunto.

Il Mose nel 2021

“Per il Mose siamo nella dirittura finale, siamo al 92-93% dell’opera e guardando all’interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso”, ha continuato Giuseppe Conte.

“Riuniremo il comitatone, non dobbiamo prendere in giro i cittadini dicendo che completeremo il Mose l’anno prossimo. Il Mose sarà verosimilmente completato nella primavera del 2021“.

Il governo è presente, siamo qui per dare il segno di una fattiva partecipazione del governo. Venezia è un patrimonio dell’Italia e dell’umanità che ha bisogno di risolvere una serie di problemi storici che si trascinano”, ha concluso il premier.

Formalizzato “Stato di emergenza a livello Nazionale”

Secondo quanto appreso da Ansa il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, la formale richiesta di dichiarazione dello “Stato di emergenza a Livello Nazionale“, sulla base dell’articolo 24 del D.Lgs del 2 gennaio 2018.

Nella richiesta, inviata a mezzo di posta certificata, il Governatore fa riferimento al disastro accaduto a Venezia e ai gravi danni subiti anche da altre parti del territorio. Zaia ha chiesto anche “un primo sostanziale sostegno economico per le prime spese”.

Il governatore del Veneto, nella richiesta, avrebbe avanzato anche “un successivo sostegno economico stante la difficoltà delle Amministrazioni Locali e della stessa Regione a fronteggiare la situazione con misure finanziarie ordinarie, al fine di assicurare le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite, attuare gli interventi indifferibili e urgenti necessari a garantire la pubblica incolumità, ripristinare i danni subiti dal patrimonio pubblico e privato, e per la ripresa delle normali condizioni di vita della popolazione”.

Venezia, Berlusconi annuncia interrogazione Ue

“Ero al telefono con il sindaco di Venezia. Il disastro è veramente grande, i danni elevati e quindi abbiamo chiesto anche in Parlamento europeo con un’interrogazione di far accedere Venezia al fondo europeo, andrò personalmente io a parlare perché venga concesso immediatamente all’Italia questa possibilità”. Così il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi durante la sua conferenza stampa alla Camera.

Il Cavaliere ha poi proseguito: “Con il Mose in funzione, tutto questo non sarebbe successo”.

La conta dei danni: “Centinaia di milioni di euro”

Secondo i dati forniti dall’Unità di Crisi della Protezione Civile, attivata ieri sera dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, sono molto numerosi i danni provocati dal maltempo in laguna.

Il sindaco Luigi Brugnaro, secondo quanto riporta l’Ansa, ha riferito: “Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro“. Poi ha aggiunto: “Ci sono cinque battelli del trasporto pubblico gravemente lesionati, due ancora sui masegni di San Marco”.

Una sessantina di imbarcazioni hanno riportato danni significativi. A Ca’ Pesaro si è verificato un incendio a causa di una cabina elettrica danneggiata.

Molti gli allagamenti per recuperare i quali stanno ancora operando numerose squadre dei vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile.

Criticità si sono registrate lungo tutta la costa veneta da Venezia fino al confine con Lignano (Udine). Molti i danni per il vento e le mareggiate. Numerosi gli interventi per alberi abbattuti a Jesolo e Cavallino Treporti.

Ci sono inoltre problemi di fornitura di energia elettrica in numerose aree del litorale fino a Venezia. Gli operatori dell’Enel hanno lavorato tutta la notte.

L’acqua alta non ha risparmiato il Teatro La Fenice dove il prossimo 24 novembre è attesa l’inaugurazione della stagione lirica. L’acqua non ha intaccato la struttura dell’edificio ma ha invaso le aree di servizio rendendo inutilizzabile il sistema elettrico e quello anti incendio.

“Stiamo lavorando per ripristinare quanto fuori uso, tutte le pompe idrauliche sono in funzione”, ha detto all’Ansa il sovrintendente Fortunato Ortombina.

“Oggi abbiamo sospeso le prove ma la sfida per La Fenice e ancor più per la città di Venezia è quella di andare in scena regolarmente con la prima”, ha aggiunto Ortombina.

Franceschini: “Emergenza per patrimonio culturale”

Il ministero della cultura “ha attivato sin dalle prime ore di allerta per l’acqua alta eccezionale a Venezia l’unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale”. Lo ricorda il ministro Dario Franceschini che, secondo quanto riportato da Ansa, parla di emergenza sottolineando che “i tecnici della Soprintendenza di Venezia sono a lavoro in raccordo con la protezione civile, i carabinieri per la tutela del patrimonio e i vigili del fuoco”.

Al momento non si registrano problemi per le collezioni museali, ma solo danni agli impianti elettrici e idraulici e alle superfici. La valutazione dei danni al patrimonio culturale, sottolinea il ministro Franceschini, “prenderà il via non appena lo consentirà il deflusso della marea”.

Dalle prime notizie pervenute dalla Soprintendenza, “il patrimonio culturale della laguna, che comprende le isole del Lido e di Pellestrina, Jesolo e Chioggia, ha subito per alcune ore un’imbibizione di acqua salata e sporca che rischia di innescare fenomeni di degrado accelerato sui materiali delle murature e sulle superfici architettoniche”. Domani mattina, conclude, “è in programma un sopralluogo alla Basilica di San Marco con la Procuratoria per una prima Valutazione del danni”.

San Marco, 120 cm d’acqua nella cripta

La cripta della Basilica di San Marco è stata allagata da 120 cm di acqua. Lo ha detto il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin.

“È la prima volta che succede dopo la grande marea del 1966, ed è stata un’amara sorpresa. Questa volta, l’acqua non è arrivata dal pavimento ma è entrata dalle finestre. Ci sono stati danni alle tombe dei patriarchi”. “Fortunatamente – ha proseguito Tesserin – in aggiunta a quelle esistenti abbiamo portato altre pompe, per cui in meno di 24 ore l’abbiamo messa all’asciutto. Però i danni rimangono, perché in queste 20 ore circa la capacità di assorbimento dei pavimenti e delle pareti è drammatica. La verificheremo nei tempi, speriamo non sia così come temiamo”.

Due morti sull’isola di Pellestrina

Al momento, la situazione più critica, oltre a Venezia, si registra sull’isola di Pellestrina, dove, secondo quanto riporta l’Ansa, sono morte due persone.

Un anziano di 78 anni è morto fulminato a causa di un corto circuito elettrico innescato dalla marea che gli era entrata in casa. Ritrovata morta in casa un’altra persona: il decesso sarebbe dovuto a cause naturali.

Mose di Venezia, tra rinvii e allagamenti

“Un patrimonio dell’umanità che il governo non può ignorare: per i danni provocati dal maltempo a Venezia si utilizzi subito uno dei tre miliardi che il governo vorrebbe regalare a chi paga con bancomat o carta di credito”. Così Matteo Salvini ha annunciato un altro emendamento alla manovra insieme alla proposta di stanziare 100 milioni per la manutenzione del Mose.

Il sindaco Luigi Brugnaro ha dichiarato, come riferisce l’Ansa: “Servono delle risorse e delle idee chiare. Il Mose è stato iniziato e va finito. Il Mose non sono solo le paratie, è il sistema a terra che va finito”.

Poi ha aggiunto: “In rappresentanza dei cittadini mi chiedo: è possibile che non ci siano le fognature? Che ci sia un sistema antincendio fatto a metà?”.

“Se il Mose ci fosse stato avrebbe evitato questa marea eccezionale”, ha detto ancora Brugnaro. “Siamo a tanto così per finire” ha concluso, manifestando preoccupazione per la situazione meteorologica prevista venerdì.

VIRGILIO NOTIZIE | 13-11-2019 21:00

Venezia il giorno dopo. "Situazione spettrale". Le immagini Fonte foto: Ansa
Venezia il giorno dopo. "Situazione spettrale". Le immagini
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