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Accusato di spiare per la Cina, ex ambasciatore verso il processo

Chiusa l'indagine per corruzione nei confronti di un diplomatico italiano, ex ambasciatore a Monaco

Soldi, regali e viaggi in cambio di notizie riservate sulle società italiane: secondo quanto riporta il ‘Corriere della Sera’, sono le accuse rivolte dalla procura di Roma a un diplomatico italiano in servizio al ministero degli Esteri, Antonio Morabito, 64 anni. I magistrati hanno chiuso l’indagine per corruzione e ora l’uomo, ex ambasciatore nel Principato di Monaco, rischia il processo.

Secondo l’accusa, il diplomatico avrebbe passato ad alcuni investitori cinesi informazioni esclusive e riservate su aziende italiane come Versace e Ferrari, favorendo il cosiddetto ‘shopping aziendale cinese’. Le ‘soffiate’ riguardavano anche aziende controllate dallo Stato, come Enel.

La Guardia di Finanza, secondo quanto riporta ‘Il Messaggero’, ha ricostruito la presunta, sistematica opera di corruzione messa in piedi da Morabito tra il 2016 e il 2017. L’ex ambasciatore avrebbe svelato notizie su almeno otto grandi aziende italiane, grazie alle conoscenze e ai rapporti privilegiati che aveva costruito all’interno del ministero per lo Sviluppo economico.

Le soffiate arrivavano ai cinesi attraverso tre intermediari, due italiani e un cinese. In cambio delle informazioni Morabito avrebbe ricevuto mazzette in contanti, una ‘retribuzione mensile’ fino a 7mila euro, biglietti per viaggi aerei, carte prepagate, regali e altri favori, come l’acquisto di centinaia di copie del suo libro.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-11-2019 11:24

guardia-di-finanza-2 Fonte foto: Ansa
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